Denuncia

Risse tra extracomunitari, Sofia e Saglimbene lanciano l’allarme

rissa extracomunitari
25 mag 2017 - 17:33

CATANIA - Quanto accaduto in piazza della Guardia alcuni giorni fa deve far riflettere istituzioni politiche e associazioni e non può essere archiviata come una semplice rissa tra extracomunitari. Catania rischia di trovarsi di fronte a una vera e propria guerra tra poveri dove, dietro a persone sfruttate che hanno bisogno di aiuto da parte delle istituzioni, c’è un’organizzazione criminale che specula e riscuote ingenti somme di denaro.

A questo proposito il consigliere comunale Carmelo Sofia lancia l’allarme: “Da tempo il sottoscritto, insieme al collega Francesco Saglimbene - afferma – denuncia questa situazione di sfruttamento sotterraneo dove i disagi legati al servizio di accoglienza si fanno sempre più evidenti e la questione dei migranti che, agli angoli delle strade o davanti ai semafori della città, chiedono l’elemosina si fa sempre più palese e incisiva. Qualcuno si è reinventato pure posteggiatore abusivo mentre, in alcuni casi, questi ragazzi hanno spodestato i lavavetri e rom. La questione di fondo – prosegue Sofia – ora è chiedersi se la rissa tra extracomunitari in piazza della Guardia possa ripetersi in altre parti di Catania con conseguenze ben peggiori rispetto ai soliti lividi ed ematomi”.

Da qui parte la richiesta di un tavolo tecnico con sindaco, forze dell’ordine, comitati e organizzazioni che operano nel sociale per fare piena luce su un problema che rischia di trasformarsi in una bomba sociale che può essere letale.

“Bisogna capire – dichiara il consigliere comunale Francesco Saglimbenese questo problema colpisce anche i minori che sbarcano sulle nostre coste. Ragazzi spesso con il sorriso sulle labbra ma che hanno alle spalle un passato difficile e un futuro incerto. Giovani che chiedono una piccola offerta agli incroci o davanti ai negozi. Tutti i soggetti interessati devono intervenire immediatamente e dare aiuto a queste persone che meritano una vita dignitosa e non di diventare la nuova manovalanza della criminalità organizzata”.

Immagine di repertorio

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Redazione NewSicilia



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