Lettera

…la risposta di Babbo Natale

babbo_natale
23 dic 2015 - 06:01

«Caro Marcandrea,
sapevo quanto tenessi a quella bici e non ti nego quanto sia stato difficile non farmi beccare.

Continuavi a rimanere sveglio e ho temuto seriamente di essere scoperto ma, che vuoi farci, sono Babbo Natale, so il fatto mio. 1-0 e palla al centro.

A proposito, ma cosa avete combinato a Catania? Roba da lista dei cattivi mio caro. Avevo già preparato le maglie dei giocatori del Catania Calcio da regalare ai bambini e cosa scopro? Il presidente, Antonino Pulvirenti, aveva comprato delle partite per regalare la salvezza alla squadra.

Manco fosse stato Babbo Natale!

Beh vuoi sapere qual è stato il risultato? La confusione più totale: serie A, serie B, Lega Pro? insomma ho dovuto cambiare genere di regalo.

Sarò franco, caro Marcandrea, non è stato un bel viaggio. Ma andiamo per ordine.

Quest’anno ho deciso di fare un giro diverso. Anche a un vecchio abitudinario come me, di tanto in tanto vien voglia di cambiare. Avevo appena lasciato l’Africa quando mi accorgo di qualcosa che fluttua in mezzo al mare. Vedo centinaia di persone su un barcone sgangherato che ancora mi chiedo come facesse a stare a galla. Non ho potuto fare a meno di notare l’assurdo paradosso nel sentire le urla disperate in quel “viaggio della speranza”. Ti assicuro che non è stato un bello spettacolo. Ho visto donne incinte, neonati, giovani e anziani dividersi quel poco ossigeno che i loro polmoni riuscivano ad accaparrarsi. Ho visto i centri d’accoglienza pieni fino a scoppiare e lì ho capito che non era la prima volta che la speranza cercava di raggiungere le coste siciliane e che, forse, non sarebbe stata nemmeno l’ultima.

Ho proseguito il mio viaggio con estrema difficoltà. Quella credo sia stata una delle volte in cui ho pianto. Dopo quello che avevo visto ho avvertito la necessità di fare una breve sosta, avevo bisogno di una rinfrescata.

Non appena arrivato a Messina, vedo subito una confusione incredibile nei supermercati: tutti compravano solo acqua. Che, ironia della sorte, fosse in regalo? No, caro mio. Ho capito quello che stava accadendo solo quando ho provato a sciacquarmi la faccia. Apro il rubinetto di una fontana e… neanche una goccia d’acqua! Ti rendi conto? Babbo Natale viene in Sicilia e non può nemmeno darsi una rinfrescata, mi vergogno di voi. La condotta Fiumefreddo si è rotta e devono passare mesi per sistemarla.

Lascio i messinesi in rivolta e proseguo il mio viaggio.

Arrivo a Catania e comincio a sentire uno strano rumore. Non potevano essere gli zoccoli delle renne, li avevo appena cambiati, sai con le buche che ci sono in giro dalle vostre parti…

Era il mio stomaco.

Così ho deciso di provare la carne di cavallo, nonostante le renne mi guardassero indignate!

Mi sono abbuffato di polpette per poi apprendere, dalla pagina logora di un quotidiano buttato per strada, che l’Ordine Mondiale della Sanità sconsiglia l’uso della carne rossa perché fa male ed aumenta le percentuali di morte. Penso che è arrivato il momento di “darsi una calmata” col cibo e mi dirigo alla slitta per proseguire il viaggio.

Mi si avvicina un tizio che vuole pagato il parcheggio e quando provo a svignarmela rimedio pure una bella ammaccatura alla portiera da quel “gentile signore” che continua a chiamarmi “mbare”, o qualcosa del genere.

I bambini mi aspettano e io sono già in ritardo.

Con la pancia piena mi rimetto in viaggio e mi immetto sulla A19. Mai scelta fu più sbagliata. Il navigatore mi informa di una deviazione per via del crollo di un pilone del ponte Himera.

Seguo le indicazioni per Polizzi Generosa e, tornante dopo tornante, mi pento amaramente di aver esagerato con le polpette. Becco pure un camion… ma di questo se vuoi te ne parlerò l’anno prossimo, nella speranza che tra bretelle e trazzere la situazione rientri nella normalità.

Finalmente arrivo a Palermo, è quasi l’alba e devo darmi una mossa. In fretta e furia finisco il mio giro di regali e prima di andare voglio dare un saluto al presidente, ma non lo trovo mai.

Ho provato una volta, e poi bis, ter, addirittura quater ma di Crocetta neanche l’ombra. Un rapido sguardo alle notifiche di Facebook e non ti dico la foto che ho trovato. Non sto qui a dirti, fatto sta che era a Marina di Tusa. In spiaggia. Nudo. O meglio, seminudo. Cioè coperto da un giornale. O forse no…insomma lasciamo perdere!

La strada per casa è ancora lunga e devo ancora pensare a come evitare quell’interminabile viaggio. Mi rimetto in marcia e penso già a come trascorrere le ferie. La crisi ha colpito anche me, caro mio. Anche Babbo Natale deve stringere la cinghia. Sai quanto mi costa il riscaldamento al Polo Nord? Per non parlare del fatto che non so ancora dove troverò i soldi per pagare i miei Elfi.

Fortuna che c’è “Garanzia Giovani”.

Con affetto, Babbo Natale»

Marco Bua – Andrea Lo Giudice

Redazione NewSicilia



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