Allarme

Rischio Ebola, gli infermieri: “Sicilia non pronta per l’emergenza”

migranti
20 ott 2014 - 17:37

SIRACUSA – La psicosi dell’Ebola e del contagio continua a propagarsi a macchia d’olio. Le buone condizioni meteo di questi giorni hanno fatto registrare un nuovo aumento dei flussi migratori provenienti dall’Africa verso la Sicilia, considerata la porta d’ingresso dell’Europa.

Nonostante le rassicurazione dei medici e di parecchi organismi internazionali la nostra isola rimane quella più monitorata a livello sanitario per evitare il propagarsi del contagio di questo terribile virus.

A non far dormire sonni tranquilli sono le parole del sindacato degli infermieri, il CNI-FSI (coordinamento nazionale infermieri, aderente alla federazione sindacati indipendenti) che ha lanciato l’allarme.

“Come sindacato - spiega Calogero Coniglio, segretario regionale del sindacato CNI-FSI – abbiamo lanciato l’allarme già lo scorso agosto. La Sicilia non è pronta ad affrontare questa emergenza. È necessario istituire una task force costituita da medici e infermieri pronti, volontariamente, all’emergenza fuori dall’orario di servizio”. Il personale ospedaliero medico infermieristico non può lasciare certo gli ospedali - aggiunge Coniglio -. La reperibilità, infatti, tutela il dipendente solo dentro l’ospedale”.

Il sindacato inoltre denuncia la mancanza in Sicilia di strutture idonee per un’eventuale epidemia. “Noi infermieri - spiega Coniglio insieme con il dirigente sindacale Fsi-Cni Asp Siracusa Giuseppe Spada - siamo veramente preoccupati. Abbiamo bisogno di informazioni, chiarimenti e soprattutto tanta formazione. Non conosciamo segni, sintomi e trattamenti del virus. E soprattutto, a 3 mesi del nostro “allerta Ebola” la regione non ha adottato alcun provvedimento preventivo negli ospedali a tutela di personale e paziente”.

Nonostante la denuncia degli infermieri l’assessore regionale alla Salute Lucia Borsellino - nei giorni scorsi – ha rassicurato i siciliani.

“Il rischio è molto basso - ha dichiarato l’assessore - perché gli immigrati dopo un lungo viaggio non possono veicolare il virus e i controlli alle frontiere sono efficienti”. Comunque la Regione avrebbe già predisposto un piano d’azione: le direttive sono state date ai manager di Asp e ospedali convocati a Palermo. Le strutture sanitarie dovranno dotarsi di speciali camici e tute anticontaminazione. Saranno avviati corsi di formazione ed esercitazioni per medici, infermieri e inservienti di Triage, pronto soccorso e reparti di malattie infettive.  

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Andrea Sessa



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