Cold case

Rischiava di essere archiviato: risolto omicidio dopo sei anni. IL VIDEO

Omicidio Lombardo
30 nov 2015 - 13:11

PALERMO - Ci sono voluti sei anni e anche alcune casualità per tenere viva un’indagine che rischiava di essere archiviata e che ha portato all’arresto di Nicolò Nicolosi e di Attilio Fogazza, entrambi di 44 anni.

I due, infatti, nel 2009 hanno ucciso il pregiudicato Salvatore Lombardo con dei colpi di fucile. Il 21 maggio di quell’anno, la vittima era uscita dalla caserma dei carabinieri e si era recata al bar Smart Caffè di Partanna, luogo dell’omicidio. Attraverso le immagini di alcuni esercizi commerciali della zona, le autorità avevano potuto notare che Lombardo era stato pedinato: un’autentica manovra omicida di stampo mafioso.

Tuttavia, le indagini non avevano consentito di risalire ai colpevoli. Quando la perizia stava per essere archiviata, finendo nella lista dei “cold case”, è arrivata una svolta decisiva. 

Il nome di Lombardo, infatti, è comparso nuovamente nel corso di un’operazione finalizzata alla ricerca del boss Matteo Messina Denaro. L’uomo ucciso era sospettato di un furto ai danni di un supermercato Despar gestito da Domenico Scimonelli, poi arrestato perché avrebbe aiutato Denaro nella sua latitanza.

Da questa serie di coincidenze, gli inquirenti hanno proseguito nell’attività investigativa, fino a trovare dei collegamenti che riportassero a Fogazza e Nicolosi. Il primo, infatti, ha lavorato in una società di Scimonelli fino al momento dell’arresto. Il secondo, invece, era già stato arrestato nel 2010 nel corso dell’operazione “Golem II” per aver cercato di incendiare le vetture di alcuni piccoli imprenditori.

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Andrea Lo Giudice



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