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Rischia di scomparire cantiere navale ex Rodriquez, previsti 65 licenziamenti

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10 giu 2015 - 16:22

MESSINA – “Vogliono privare Messina di un marchio storico! Il problema è che restano tutti fermi a guardare, sia le cariche politiche, nazionali e regionali, che i messinesi stessi, espone così la sua preoccupazione Nino Alibrandi, segretario generale Fim Cisl di Messina. 

Il cantiere navale Rodriquez nasce nel lontano 1887, protagonista per tutto il Novecento riesce a sopravvivere anche alle due guerre mondiali…. ma dopo essere stato assorbito dalla società Intermarine rischia la totale chiusura. 

Il 3 marzo scorso durante un incontro in Confindustria i rappresentanti della Intermarine avevano scongiurato ogni pericolo di licenziamenti, oggi però ne arriva la conferma che spiazza tutti. 

La battaglia per salvare i lavoratori del cantiere è cominciata nel 2008 per scongiurare le procedure che partiranno a breve per il licenziamento di 31 unità, per un totale di 65 persone che a breve perderanno il loro lavoro. 

I dipendenti attualmente sono tutti cassaintegrati fino al 31 agosto ma dopo cosa succederà? Questa però potrebbe anche essere una strategia tattica ma sicuramente, passato il 31 agosto, le loro speranze svaniranno. La domanda è: come può essere prossima alla chiusura un’azienda alla quale è stata rinnovata la concessione delle aree fino al 2028?

In ogni caso i sindacalisti della Fim Cisl non ci stanno più e pretendono maggiori delucidazioni e informazioni e sicurezze e sono pronti a continuare la loro battaglia senza sosta. 

“È arrivato il momento – sostiene Alibrandi – che si pretenda chiarezza sul futuro del cantiere, un atto dovuto alla collettività messinese perché patrimonio della città. Ci aspettiamo un intervento forte della Politica cittadina che pretenda da Colaninno la verità sul cantiere messinese. I licenziamenti collettivi arrivano – conclude Alibrandi – proprio dopo aver ottenuto dall’Autorità Portuale la concessione delle aree in cui insiste il cantiere sino al 2028. Per questo chiediamo chiarezza sul futuro del cantiere e delle aree, con la garanzia dei pochi livelli occupazionali ormai rimasti”.

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Francesca Guglielmino



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