Commemorazione

Il ricordo di Pio La Torre e Rosario Di Salvo. Mattarella: “Sconfiggere la mafia è possibile”

Pio La Torre
30 apr 2016 - 09:13

PALERMO - È iniziata, stamattina, alle 9 a Palermo, la commemorazione di Pio La Torre e Rosario Di Salvo. L’allora segretario regionale del PCI e il suo collaboratore furono barbaramente uccisi dalla mafia 34 anni fa, la mattina del 30 aprile 1982.

La commemorazione è stata organizzata di fronte la lapide posta sul luogo dell’eccidio,in via Li Muli, in piazza Turba, e ad essa hanno preso parte esponenti del Partito Democratico e rappresentanti delle istituzioni che si sono spostati poi al Teatro Biondo.

“Se io fossi un mafioso mi farei la mia bella associazione antimafia perché conviene”. Parole forti quelle di Franco La Torre, figlio di Pio. “Farei antimafia perché mi consentirebbe di parlare male di chi fa antimafia veramente, ne avrei titolo.  E magari rimedio pure qualche euro. Perché no?”.

In risposta è arrivato il commento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Sconfiggere la mafia è possibile”, ha affermato nel suo messaggio inviato proprio in occasione della cerimonia commemorativa. “I giovani sono il nostro futuro. Tocca anche agli adulti aiutarli a liberare la loro speranza, farla diventare contagiosa e costruire insieme una società libera dalle organizzazioni criminali, dalla loro influenza, dalla corruzione che cercano di alimentare”.

Presenti fra gli altri anche il presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi. E proprio sulla mafia e sui beni ad essa confiscati è intervenuto anche il procuratore capo di Palermo, Francesco Lo Voi sottolineando che “occorre lavorare sulla tempistica della confisca dei beni, riducendo i tempi dei procedimenti che vengono portati avanti. Quanto alla fase successiva, quello dell’assegnazione dei beni – ha aggiunto – che non è di competenza dell’autorità giudiziaria, penso che l’aspetto più importante sia legato alla selezione dei beni confiscati, per capire subito quali sono quelli che possono rimanere sul mercato, quali quelli che occorre riassegnare per finalità sociali e quali quelli per cui non si prevede una possibile utilizzazione e che possono essere destinati alla vendita”.

E tornando su Pio La Torre, Mattarella, nella sua lettera ha sottolineato che proprio “La Torre ha testimoniato con il suo impegno politico che le mafie, con il loro disegno di sottomettere le funzioni pubbliche e la società possono essere duramente colpite ogni volta che si realizza una convergenza tra le forze migliori della comunità.

Gli anticorpi alle mafie ci sono: dobbiamo svilupparli e fare in modo che operino insieme, in alleanza tra loro. Tanto piu’ questo principio vale oggi, quanto piu’ diffusi sul territorio nazionale sono i tentativi di condizionamento e di infiltrazione. I giovani sono il nostro futuro. Tocca anche agli adulti aiutarli a liberare la loro speranza, farla diventare contagiosa e – conclude Mattarella – costruire insieme una societa’ libera dalle organizzazioni criminali, dalla loro influenza, dalla corruzione che cercano di alimentare”

Redazione NewSicilia



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