Vertenza

Richiesto Cda straordinario allo Stabile, 4 mesi di arretrati sono troppi

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7 apr 2016 - 19:07

CATANIA - A sindacati e lavoratori del Teatro Stabile le promesse non bastano più. A fronte dei possibili futuri tagli e dei troppi crediti che l’Ente deve ancora riscuotere, Slc Cgil e Uilcom Uil di Catania hanno chiesto al presidente del Teatro di convocare un consiglio di amministrazione straordinario alla presenza dell’assessore regionale Antony Barbagallo e del sindaco Enzo Bianco. Richiesta che il presidente La Rosa ha soddisfatto subito con le convocazioni.

In effetti un’assemblea sindacale si era già svolta, allo stesso Stabile, “per la grave situazione economica finanziaria dell’ente e il mancato pagamento di 4 mensilità ai lavoratori nonché agli artisti e alle compagnie che fino ad oggi hanno garantito le produzioni“. 

All’incontro erano presenti il presidente del Cda Salvo La Rosa, il vice presidente Jacopo Torrisi e il direttore Giuseppe Di Pasquale. I rappresentanti dell’Ente hanno evidenziato che rispetto alle entrate previste del 2015, i crediti ancora da riscuotere si aggirano su circa 800/900 mila euro di cui 303 mila euro da parte della Regione Siciliana e circa 400 mila euro da parte del Ministero. Inoltre per quanto riguarda la situazione dei bilanci è stato comunicato che il previsto taglio dei fondi regionali, causato dal mancato accordo tra Stato e Regione, se approvato il bilancio preventivo 2016, causerebbe un taglio alle spese sul costo del lavoro con conseguente esubero di personale.

Per Davide Foti, segretario generale Slc Cgil Catania e Giovanni Nicotra, segretario generale Uilcom Uil “la situazione è gravissima sia dal punto di vista economico finanziario del Teatro ma anche e soprattutto per lo stato in cui versano i lavoratori oramai allo stremo delle forze. Riteniamo vergognoso che i soci principali di questo prestigioso teatro facciano solo proclami, lasciando soli e senza  speranze maestranze ed artisti. È necessario risolvere definitivamente questa incresciosa situazione non più sostenibile né dal sindacato né, soprattutto, dai lavoratori. Abbiamo la necessità di avere chiare le idee e di capire chi vuole portare alla chiusura questo prestigiosissimo teatro. Non siamo più disponibili a promesse e chiediamo fatti concreti e rassicuranti al fine di evitare qualche atto inconsulto di chi sta soffrendo e perdendo la dignità di uomo e lavoratore“.

Redazione NewSicilia



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