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Riaperta l’A18 nel doppio senso di marcia

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6 ott 2015 - 18:48

MESSINA – È stato riaperto in mattinata il tratto dell’A18 interessato dall’evento franoso che nella giornata di ieri ha mandato in tilt il traffico della Sicilia nord orientale.

Una Sicilia di antica memoria, quella che si presenta in  questi ultimi giorni, separata nei tre valli di Noto, di Mazara e Démone e come d’antica memoria raggiungibili solo percorrendo irte e tortuose stradine.  

È stata aperta al traffico, per i soli mezzi leggeri, in doppio senso di circolazione la carreggiata lato mare, per la riapertura della carreggiata a monte ci vorranno invece diverse settimane. Come si legge nella nota emanata dal CAS, la riapertura è seguita ad attenti sopralluoghi, cui hanno partecipato il presidente del Consorzio Rosario Faraci, il direttore generale Salvatore Pirrone ed i tecnici preposti ai lavori ed alle manutenzioni.

In tale incontro, considerata la assoluta necessità di garantire la sicurezza alle migliaia di utenti che quotidianamente vi transitano, si è affrontata la modalità di sciogliere il nodo della circolazione che ha di fatto paralizzato la viabilità. Infine sono state valutate le ipotesi di intervento per la eliminazione del materiale riversato copiosamente nel tracciato e, contestualmente, le soluzioni più adeguate per il contenimento del costone. Per un primo intervento d’emergenza e provvisorio si utilizzeranno delle barriere Jersey, sia come divisione dei due sensi di marcia sia per contenere eventuali cedimenti liquidi dell’area di frana.  Gli interventi di consolidamento della collina a monte della A18 prevederanno la realizzazione di un terrazzamento, come spiega Salvatore Pirrone, direttore generale del Cas, l’ente che gestisce l’autostrada che in queste ore è il principale imputato.

Critico Vincenzo Garofalo, vicepresidente della commissione trasporti della Camera dei Deputati: “Il Cas sa bene che l’area interessata allo smottamento di ieri notte è molto particolare da un punto di vista idrogeologico – ha affermato in una nota -. Non è pensabile che si intervenga quando il danno è ormai fatto. Occorrono interventi strutturali o il rischio è che si producano danni incalcolabili in termini non solo economici”. Pirrone, però, respinge le accuse: “La frana – replica – non era censita e non tutta la circolazione può fare capo al consorzio, anche l’Anas, i Comuni e le Province devono fare la loro parte. Le case a monte della collina sono lì da decenni, tutti dobbiamo vigilare». Pirrone addebita lo smottamento «alle recenti precipitazioni che hanno causato allagamenti a Giardini, Taormina e Catania» ed inoltre spiega che già un mese fa, il 14 settembre, a causa di altro movimento franoso aveva chiesto al Comune di Letojanni di aprire un tavolo tecnico per affrontare il problema, “ma nessuno ci ha risposto“. 

Dopo l’emergenza si cerca di capire quali siano e di chi siano le responsabilità di quella che sarebbe potuta essere una tragedia, appena sei anni dopo la frana che a Scaletta Zanclea, sempre in provincia di Messina, è costata la vita a tante persone.

 

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Viviana Mannoia



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