Pedofilia

Report Meter da brividi: parla Don Fortunato Di Noto

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15 mar 2016 - 19:06

AVOLA - Sono dati agghiaccianti quelli pubblicati dall’associazione Meter Onlus riguardo ai casi di pedopornografia nel mondo. 

Dal report di Meter, ormai nel campo della pedofilia da più di 25 anni, si apprende come le segnalazioni del 2015 rispetto a quelle dell’anno precedente, siano nettamente aumentate. Nello specifico, infatti, da 1.800 segnalazioni nel 2014 si è giunti a 3.414 dell’anno appena trascorso. 

“Sono dati reali, provenienti dal lavoro della nostra associazione”: inizia così a raccontarci Don Fortunato Di Noto, fondatore dell’associazione, che ci spiega come “i nostri dati vengono elaborati ad uno ad uno e, successivamente, inviati alla polizia postale italiana. Sono numeri stilati a livello mondiale e non soltanto in Italia”.

Don Fortunato ci spiega come la sua associazione sia l’unica che si occupa di casi di pedofilia, violenza e abusi sui minori, a livello internazionale. “Dall’estero abbiamo avuto tre importanti segnalazioni tramite il nostro numero verde. La nostra associazione ha stretto collaborazioni in tutto il mondo, da Taiwan al Kazakistan”. 

Da diversi anni Meter organizza incontri con gli studenti nelle scuole per trattare l’argomento “social network”. Più di 125 incontri, 10 mila studenti e 1.100 docenti raggiunti.

In particolar modo, Don Fortunato ci racconta che “da quattro anni circa diffondiamo il messaggio di non pubblicare foto dei bambini sui social network. Questo non significa che noi siamo contro la tecnologia ma vogliamo soltanto che il mondo del web venga utilizzato in maniera intelligente”.

Navigare su internet è ormai diventato, nei giorni nostri, qualcosa di semplice: non è un caso se il social network Facebook conta milioni e milioni di iscritti in tutto il mondo e non è un caso se la maggior parte dei pedofili colpiscono proprio lì. 

Parliamo con Don Fortunato della “famosa” catena di Sant’Antonio lanciata alcune settimane fa sui social in cui ogni madre postava diverse foto insieme al proprio piccolo taggando altre quattro madri così da formare una vera e propria catena. 

A bloccare la “moda del momento” ci ha pensato un comunicato ufficiale della Polizia Postale che spiegava come, pubblicando le foto dei propri bambini, si metta a rischio la loro incolumità. 

Un messaggio chiaro e forte che l’associazione di Don Fortunato lancia da diverso tempo e che, si spera, venga accolto in tutte le famiglie così da salvaguardare i minori dal mondo della pedofilia. 

Rossana Nicolosi



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