Inchiesta

Alla Regione numeri “da circo” per fare business sul traffico di uomini

foto Wikipedia
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10 nov 2015 - 18:15

PALERMO - Lo Statuto Speciale e le particolarità legislative dell’isola sfruttate per fare business. È quanto emerso dall’odierna operazione Golden Circus che ha coinvolto i nomi più noti del panorama circense, ben 18.

Fra i tanti sono coinvolti Lino Orfei e Alvaro Bizzarro, animatori degli omonimi circhi, e Darvin Cristiani, che gestisce il circo Praga.

Le accuse sono pesanti: favoreggiamento all’immigrazione clandestina e nella rete degli inquirenti sono caduti anche i gestori dei circhi Coliseum Sandra Orfei (Francesco e Claudio Vassallo), Città di Roma (Marja Loikala e Walter Martini), Smart Shane (in manette l’omonimo titolare), Kumar (Kisham Chand), Vienna Roller (Giovanni Vassallo), Caroli (Desiree e Adam caroli), Wigliams Brother (Pasquale La Veglia), Jonathan (Davide Rossi), Apollo (Massimiliano Rossi), De Blais (Eleuterio De Bianchi), Meraviglioso (Mihai Marinescu), Aris Martini (Leo Martini), Martini Cirque D’Europe (Aldo Martini), acquatico Denji show (Ronny Denyi) e acquatico splash (Arduino Rossi).

Il trucco era all’apparenza semplice: i circhi fingevano di assumere ballerini, attrezzisti e facchini extracomunitari grazie a un dipendente infedele dell’assessorato al Lavoro della Regione, Vito Gambino che riusciva a far ottenere agli immigrati una falsa autorizzazione per l’assunzione sfruttando la normativa regionale in merito ai lavoratori dello spettacolo.

Il meccanismo, molto rodato, aveva portato tanti circhi a trasferire la propria sede legale a Palermo per poter continuare a godere dei servigi del funzionario regionale.

Il giro d’affari parla di oltre 2mila euro per immigrato assunto elargiti ai circhi dall’organizzazione criminale che utilizzava anche timbri falsi per simulare il nulla osta della questura.

Con questo metodo sarebbero entrate in Italia, in maniera illegale, circa 600 persone perlopiù provenienti dall’India, dal Bangladesh, dal Pakistan per un mercato nero di 7 milioni di euro visto che la tariffa era anche di 15mila euro a testa.

L’indagine è stata condotta dalla sezione criminalità straniera della squadra mobile di Palermo ed è stata coordinata dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dai sostituti Luca Battinieri, Daniela Varone ed Enrico Bologna.

Per la Lav si gettano nuovamente ombre sul mondo del circo “rivelando una realtà che non è nuova a situazioni di irregolarità diffusa e scarsa trasparenza. La nostra associazione è da lungo tempo impegnata in attività di monitoraggio e in indagini che riguardano numerose imprese circensi, relativamente alle modalità con cui queste detengono gli animali utilizzati nei loro spettacoli. Siamo attualmente impegnati in numerosi procedimenti giudiziari contro circhi ed abbiamo recentemente pubblicato un’indagine sul finanziamento pubblico ai circhi con animali (Rapporto LAV 2015 sui Circhi in Italia), nella quale si evidenziano numerosi casi di imprese circensi che percepiscono fondi pubblici per le proprie attività, pur non avendone diritto o essendo oggetto di procedimenti giudiziari”.

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Andrea Sessa



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