Inchiesta

Redditi più bassi rispetto al Nord: professionisti siciliani “poveri” d’Italia

architetti
22 dic 2015 - 06:48

CATANIA - Continua la nostra inchiesta sul “Rapporto Adepp 2015″ che vede crollare i redditi dei professionisti che, in termini reali, guadagnano circa 29 mila euro l’anno.

Secondo quanto stimato dal report grazie alla ricerca coordinata dal professore Francesco Verbaro, il guadagno di un professionista del Sud è inferiore del 65% rispetto a quello di un collega che risiede al Nord. 

Dopo l’intervista al presidente dell’ordine degli avvocati di Catania, Maurizio Magnano di San Lio, abbiamo raggiunto telefonicamente anche l’architetto Giuseppe Scannella, presidente dell’ordine degli architetti di Catania che, in merito al binomio “reddito-professionista”, ci spiega come “questo report non ha portato nulla di nuovo. Già dal 2011, con la Riforma Monti, noi professionisti avevamo previsto tutto ciò. Questa, in realtà, è una non notizia: sapevamo già che il disastro doveva solo arrivare”. 

giuseppe-scannella

Sempre secondo il rapporto Adepp 2015 quelle a “rimetterci” di più sono le donne: infatti, i redditi delle professioniste continuano a distanziarsi rispetto a quelli degli uomini guadagnando, di fatto, la metà dei maschi. In merito a ciò, l’architetto Scannella, si dichiara “incredulo di fronte a questi dati. Non credo che vengano pagati meno di noi uomini e poi, si sa, la disparità nel mondo del lavoro tra i due sessi c’è sempre stata ma non penso a tal punto da dimezzare i guadagni”.

“Penso che le donne professioniste siano più prese di mira - continua il presidente – soltanto perchè svolgono più mansioni oltre alla loro professione”.

Un futuro “nero”, dunque, per tutti i professionisti siciliani che potrebbero ritrovarsi pensionati con 500 euro al mese. 

“Spero, almeno per la nostra dignità professionale, che da parte dello Stato ci sia al più presto un ripensamento per ripartire e qualificare, così, anche il nostro patrimonio. Continuando su questa linea ci ritroveremo ad essere i nuovi poveri d’Italia”, conclude così l’architetto Scannella. 

Rossana Nicolosi



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