Arrestati

Rapinano a Catania direttore di un noto negozio di elettrodomestici e portano via 7 mila euro. IL VIDEO

rapina
18 feb 2016 - 09:27

CATANIA - Puntano il direttore di una nota ditta di elettrodomestici, lo seguono e lo rapinano nel momento in cui va in banca per depositare l’incasso. E riescono a portare a casa un bottino da 7 mila euro.

La Polizia di Catania ha fermato tre persone accusate di rapina aggravata. Sono Marcello Fazio, 52 anni, Cristian Giuffrida, 31 anni e Maurizio Scalici, 41 anni.

FAZIO Marcello classe 1964 GIUFFRIDA Cristian classe 1985 SALICI Maurizio classe 1975

L’8 febbraio scorso, a seguito di una segnalazione al 113 gli agenti si sono recati in piazza Grenoble dove, poco prima, era stata commessa una rapina ai danni del direttore di un esercizio commerciale appartenente ad una nota catena di vendita di elettrodomestici.

Nell’immediatezza dei fatti, agli investigatori la vittima ha riferito che, mentre si stava recando presso un istituto di credito per depositare l’incasso relativo alla settimana precedente, è stato avvicinato da due individui, a bordo di un motociclo i quali hanno tentato di impossessarsi del denaro.

L’uomo ha provato a sfuggire ai rapinatori, riparandosi all’interno di un vicino panificio inseguito da uno dei due che, armato di pistola, lo ha raggiunto ed è riuscito ad impossessarsi di una parte dell’incasso, oltre 7 mila euro.

Le indagini, partendo da un attento monitoraggio degli impianti di video-sorveglianza hanno permesso l’identificazione dei tre fermati.

È emerso che Scalici e Giuffrida erano i due malviventi che a bordo del ciclomotore avevano tentato di rapinare il malcapitato; Giuffrida è stato individuato come il rapinatore armato che aveva inseguito la vittima all’interno del panificio sottraendogli la busta con il danaro.

Mentre Fazio aveva avuto compiti di supporto ai due complici, fornendo lo scooter utilizzato per commettere la rapina. I tre sono stati condotti presso la casa circondariale di piazza Lanza a disposizione dell’Aurtorita’ giudiziaria.

Redazione NewSicilia



© RIPRODUZIONE RISERVATA