Indagini

Rapina in banca a Scoglitti, arrestato anche il terzo complice

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17 nov 2016 - 08:44

SANTA CROCE CAMERINA - Nella tarda serata di ieri personale della Compagnia Carabinieri di Vittoria, a conclusione di una complessa e articolata attività d’indagine, ha dato esecuzione nella città di Santa Croce Camerina ad una misura di custodia cautelare in carcere a carico di Massimo Miceli, 47enne originario di Lentini.

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L’operazione conclude un’articolata attività investigativa iniziata subito dopo la commissione di una rapina, avvenuta poco dopo le 12 del 3 agosto 2015, nella filiale di Scoglitti della Banca Agricola Popolare di Ragusa, quando due uomini di nazionalità italiana armati di taglierino erano entrati nell’istituto di credito minacciando il cassiere davanti agli occhi di alcuni clienti.

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Erano bastati pochi attimi ai rapinatori per portar via un bottino di 10 mila euro con velocità e freddezza da professionisti e darsi quindi alla fuga. Le testimonianze dei clienti dell’istituto di credito presenti al momento del delitto e le telecamere di videosorveglianza, nonché quelle ubicate nella frazione marittima, avevano permesso agli inquirenti di delineare le fattezze somatiche dei presunti responsabili: è stato tuttavia necessario avviare una mirata attività con il supporto dei moderni ausili tecnici.

Inoltre, grazie anche ai più consueti metodi d’indagine, quali pedinamenti, osservazione e controllo territoriale, gli investigatori sono riusciti a ricostruire i momenti salienti, fondamentali per definire l’impianto probatorio: poco dopo mezzogiorno del 3 agosto i ladri avevano parcheggiato una Fiat Punto nera in una via adiacente la Banca. Uno dei tre era entrato nella filiale e si era celato il viso con un foulard e, impugnando il taglierino, dopo essere salito sul bancone, aveva intimato agli impiegati di aprire la bussola e consegnare il denaro contante.

Nel frattempo il complice, accedendo in banca, aveva prelevato il denaro mettendolo in una borsa: erano così fuggiti per un tratto di strada a piedi e poi erano saliti sulla vettura, facendo perdere le proprie tracce. In seguito, l’attività di riscontro dei militari, ha consentito di recuperare l’utilitaria utilizzata per la fuga, che continuava ad essere utilizzata dal gruppo, ma con una targa diversa.

Redazione NewSicilia



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