Violenza

Raffaele Lo Savio: “Ho già sporto denuncia per l’aggressione”

Raffaele Lo Savio
Raffaele Lo Savio
14 ott 2014 - 09:32

CATANIA – “Andrò fino in fondo alla vicenda. Ieri sono stato in questura e ho già sporto denuncia”. Raffaele Lo Savio, il pedalatore di Ruote Libere Catania, ha le idee chiare: dopo l’aggressione che ha subito domenica sera a piazza Nettuno “chi ha sbagliato dovrà pagare”.

La notizia in pochissime ore ha fatto il giro della città e fra gli amanti della bici non si parla di altro da due giorni. I messaggi di solidarietà si rincorrono sulla bacheca Facebook di Raffaele ma c’è anche chi afferma “hanno fatto bene perché sei solo un provocatore e stai cercando di rovinare questi commercianti che non hanno da mangiare”.

Accuse pesanti dalle quali però il pedalatore più conosciuto di Catania, per aver montato sulla sua bicicletta un amplificatore da 12 volt e una cassa per pedalare a ritmo di musica, non si lascia intimidire e “stasera, come ogni martedì sarò in giro in bici con gli altri ragazzi di Ruote Libere e invito tutti quanti alle ore 21 a partecipare partendo da piazza Roma - afferma - Certo non ci sarà la musica perché ora devo ricostruire l’impianto”. 

E già… poiché dopo il pestaggio la bicicletta è stata praticamente smontata e l’impianto stereo è stato buttato a mare come vi mostriamo in queste foto.

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“La cosa che mi ha lasciato più perplesso è che c’erano tanti vigili urbani che guardavano, fermi, con le braccia incrociate – continua Raffaele Lo Savio - solo due hanno cercato di aiutarmi. Quando sono passato da piazza Nettuno, una carica di circa 15 persone mi è venuta incontro scendendo da via del Rotolo e il primo pugno me lo hanno dato mentre stavo ancora pedalando con la mia bici” e incalza “poi sono finito a terra e hanno continuato con i calci e mentre ero di spalle mi hanno scaraventato una sedia addosso”.

I commercianti, stando alla ricostruzione del ventiquattrenne catanese, avrebbero avvertito come una provocazione il fatto che lui passasse dal lungomare liberato con la musica ad alto volume mentre loro stavano protestando.

In un primo momento, dunque, c’era stato solo uno scontro verbale finito con una stretta di mano, ma quando le bici hanno fatto il giro e sono passate nuovamente da piazza Nettuno, si è scatenato l’inferno. “Ancora continui? ora ti ammazziamo!” avrebbero detto alcuni paninari e posteggiatori abusivi che non approvano la scelta di chiudere il lungomare alle macchine in quanto li danneggerebbe nel commercio.

“La mia non voleva essere una provocazione – continua Lo Savio - io ho fatto quello che faccio ormai da mesi con la mia bici. Non era un’azione mirata, invece loro hanno creduto che a mandarmi fosse stato il Comune per creare scompiglio, ma non è vero”. 

Uno di quei vigili urbani che erano presenti è intervenuto prendendo di peso il ragazzo e facendolo salire su un bus che stava passando mentre la carica dei 15 continuava a inseguirlo. Ed è andato al Pronto Soccorso.

Ad impedire, invece, che la bicicletta venisse buttata a mare è stata la sorella di Raffaele che era presente durante il pestaggio. E adesso nonostante il viso gonfio e le escoriazioni, il pedalatore più conosciuto di Catania salirà comunque sulla sua bicicletta già da stasera anche se per un po’ di giorni non farà divertire i suoi compagni di viaggio come sempre a ritmo di musica.

foto 4 Ora daremo la parola anche ai commercianti per sentire la loro versione dei fatti.

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Giorgia Mosca



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