Tragedia

Raddusa, operaio muore in uno stabilimento di calce: il cordoglio della Filca

Nunzio Turrisi
3 mag 2016 - 18:52

CATANIA - È morto schiacciato da una “pallettatrice”, Giovanni Leonardi, un operaio di 51 anni, mentre si trovava all’interno di uno stabilimento per la produzione di calce a Raddusa.

L’incidente è avvenuto ieri pomeriggio, per cause ancora da accertare. L’operaio lascia la moglie e due figli, in preda al dolore per la tragica vicenda.

La segreteria provinciale della Filca Cisl di Catania nell’esprimere il proprio cordoglio manifesta la propria vicinanza alla famiglia dell’operaio: “Siamo in attesa di capire la dinamica dell’incidente – dice il segretario generale provinciale Nunzio Turrisi – ma quando accade un fatto tragico su un posto di lavoro, è sempre un evento che ci colpisce e ci intristisce, sia come uomini sia come sindacati. Speriamo che non dipenda da una responsabilità, ma anche la fatalità non attenua il nostro dolore”.

E ancora, aggiunge Turrisi: “Il 28 aprile i sindacati degli edili Filca, Fillea e Feneal hanno appena celebrato la giornata mondiale dedicata al ricordo di chi ha perso la vita in un incidente fatale mentre svolgeva la propria professione, con una giornata di sciopero dei lavoratori lapidei e una manifestazione in piazza Montecitorio. E l’Inail ha ricordato come nel 2015 i morti sul lavoro sono stati 1.172, +16,15 % rispetto al periodo gennaio-dicembre 2014. In questa triste statistica, il settore delle costruzioni paga uno dei tributi più alti: vi si verifica circa il 23 % del totale degli incidenti”.

Il segretario nazionale Filca, con delega alla legalità e al Mezzogiorno, Totò Scelfo, ricorda: “Alcune delle nostre proposte prevedono di rafforzare i controlli e le sanzioni in materia di sicurezza sul lavoro; completare quanto previsto dal decreto legislativo 81/2008 con la costituzione della patente a punti, strumento importante per la selezione e il sistema di qualificazione delle imprese; definire norme premiali per quelle imprese che dimostrino di essere regolari e sicure e adottino il sistema dell’asseverazione previsto dall’intesa e dalla normativa Uni-Inail-Cncpt; ripristinare il Durc nella sua originaria formulazione, passando in tempi brevi alla certificazione della congruità”.

Ancora una volta, il nostro pensiero va a questi uomini, mariti, padri che, per “un pezzo di pane”, muoiono sul posto di lavoro, con onestà. Perchè sono loro i veri eroi: quelli che ogni giorno si alzano per andare a lavorare e che profumano di dignità. 

Rossana Nicolosi



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