Ambiente

Qualità dell’aria Siracusa. Legambiente: “Monitoraggio andrebbe rafforzato, non depotenziato”

centralina via bixio
11 nov 2015 - 17:48

SIRACUSA -Il servizio di monitoraggio della qualità dell’aria andrebbe rafforzato, non depotenziato come accade in queste ore con lo spegnimento della centralina di via Bixio”. Non si ferma la polemica sul deficit di monitoraggio ambientale cui è vittima in questi giorni Siracusa. A intervenire è Legambiente, che con una stoccata all’amministrazione comunale, ha aggiunto: “Una città comincia a essere ‘smart’ dalla capacità di controllare i fenomeni che possono incidere sulla salute dei cittadini e di divulgare correttamente e tempestivamente i risultati di tale monitoraggio”.

La situazione nel frattempo resta quella denunciata ieri: la stazione di rilevamento di via Bixio non c’è più. La centralina di monitoraggio ambientale tra le più importanti dell’intera rete urbana, quella che dal 2010 al 2014 ha registrato il maggior numero di sforamenti dei valori limite di polveri sottili, è stata tolta a metà settembre e non ancora reinstallata. Secondo quanto riferito dall’assessore comunale all’Ambiente Pietro Coppa Comune, Provincia e Arpa da una decina di giorni hanno individuato l’area dove installarla: in piazza del Pantheon. Ma ieri l’ufficio Urbanistica non l’ha fatta semplice per il rilascio autorizzativo: “Occorre il parere della Soprintendenza”.

Altri interessi e burocrazia, dunque, stanno avendo la meglio sulla tutela ambientale. All’origine c’è uno sfratto: la centralina, di proprietà della ex Provincia come l’intera rete di monitoraggio, era ospitata in un’area comunale: i lavori al futuro Urban center rendevano incompatibile la sua presenza. E così da 60 giorni mancano i rilevamenti ambientali che consentono agli enti di controllo di registrare eventuali situazioni d’emergenza.

Ma l’assenza della centralina di via Bixio non è l’unico deficit della rete urbana di monitoraggio: da più di 40 giorni è guasta la scheda che consente i rilevamenti di pm10 nella stazione di via Acquedotto. Una situazione grottesca se si pensa che fino a questo momento quello della diagnosi è stato l’unico aspetto a funzionare circa i fenomeni di cattiva qualità dell’aria. Sono mancate le azioni di contrasto. Ma il monitoraggio, bene o male, c’è stato. Ha permesso di contare superamenti oltre la soglia consentita dalla legge di concentrazioni di polveri sottili negli ultimi 10 anni. Ultimamente ha registrato anche un allarme ozono: dall’inizio del 2015 e fino a quando le centraline hanno funzionato a dovere, 63 volte sopra la soglia (il limite di legge annuo è 25).

Dell’ozono e della commistione con un altro inquinante presente nell’aria siracusana (gli idrocarburi non metanici) ha parlato anche il recente report Arpa Sicilia. L’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ha confermato il problema polveri sottili e, citando l’Ispra, lo ha accostato a determinati processi industriali presenti sul territorio. Nello specifico l’Arpa ha elencato come “impattanti” nella formazione del pericoloso particolato le seguenti aziende: “Esso Augusta, Centrale termoelettrica Enel Augusta e due stabilimenti Isab di Priolo”. Su questi impianti la relazione concludeva: “Nell’ambito di rinnovo e revisione delle Autorizzazioni integrate ambientali andrebbero rivalutati i sistemi di abbattimento delle polveri, la loro congruità con le migliori tecnologie disponibili e quindi i limiti di emissione”. Alla luce di tutto ciò la carenza nel monitoraggio è un passo indietro nella tutela ambientale.

Massimiliano Torneo

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Redazione NewSicilia



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