Protesta

Qè chiude le porte ai lavoratori. I sindacati: “Un atto deplorevole”

L'azienda chiude le porte ai lavoratori. I sindacati: "un atto deplorevole"
L'azienda chiude le porte ai lavoratori. I sindacati: "un atto deplorevole"
11 ott 2016 - 16:55

CATANIA – Dopo lo sciopero i lavoratori del call center Qè trovano le porte chiuse. Non una bella sorpresa per i 600 operatori che non vedono lo stipendio da quasi 4 mesi

I sindacati hanno dichiarato che si tratta di una serrata aziendale destinata ai dipendenti che da troppe settimane “vivono una pericolosa situazione di stallo, un limbo insopportabile“.

Slc Cgil e Fistel Cisi hanno denunciato l’accaduto ai carabinieri del comando di Paternò ed anche all’Ispettorato del lavoro che subito ha convocato una riunione alla quale l’amministratore delegato del call center ha preferito inviare una nota e non partecipare.

Venerdì 14 ottobre, a partire dalle ore 9,00,  i lavoratori protesteranno di fronte alla sede Enel- Wind di via Domenico Tempio 4 a Catania.

Davide Foti, segretario generale della Slc Cgil Catania, e Gianluca Patanè, segretario Slc Cgil con delega alle Telecomunicazioni, hanno dichiarato: “È un atto deplorevole quello dell’azienda; non presentarsi all’incontro dell’Ispettorato e non permettere di fatto il ritorno al lavoro dei suoi dipendenti coincide con il tipico metodo della serrata aziendale. Ed è solo l’ultima delle iniziative aziendali contro i suoi lavoratori”.

Comunicano che stanno continuando a sollecitare il Ministero dello Sviluppo Economico per l’apertura di un tavolo di crisi che possa risolvere questa vertenza delicatissima. I segretari inoltre ritengono inaccettabile il silenzio assordante delle committenti Enel, Inps, Wind e Sky.

“Continuiamo a sollecitare la Regione rispetto ad un intervento incisivo verso il Ministero, stigmatizziamo la latitanza del sindaco della Città Metropolitana rispetto all’impegno di un intervento e soprattutto rispetto alla promessa di un incontro che ad oggi sembra solo utopia. La battaglia di questi lavoratori deve fare riflettere tutti - concludono - non si può pensare che siano il tempo che passa e la mancanza di risposte ad uccidere la loro dignità e la sopravvivenza delle loro famiglie. Intensificheremo la protesta e non ci fermeremo davanti a nulla e nessuno. Prepareremo un esposto alla Procura con l’auspicio che riesca a fare chiarezza rispetto ai comportamenti di una azienda che a noi appaiono fuori dalle regole“. 

Redazione NewSicilia



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