Sentenza

Un pugno al giudice che condanna suo figlio: Pirrotta rimane in carcere

tribunale Palermo
27 lug 2016 - 08:17

PALERMO - Resta in carcere Mario Pirrotta, con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, minacce e lesioni.

L’uomo, venerdì sera, subito dopo la sentenza emessa dai giudici che hanno condannato a 30 anni il figlio, Maurizio Pirrotta, si è scagliato contro il pubblico ministero Maurizio Bonaccorso insieme con i parenti di Pietro Mazzara, sferrandogli un pugno.

Pirrotta e Mazzara, infatti, sono stati condannati rispettivamente a 30 e 27 anni di reclusione per l’omicidio di Antonino Zito, 32 anni, fruttivendolo del rione Falsomiele di Palermo, ucciso a colpi di pistola e poi bruciato il 18 dicembre del 2012.

Zito era coinvolto in un giro della criminalità che gli è stato fatale ed era già stato in prigione tre volte per spaccio di droga, ricettazione e rapina ed era finito nel mirino dei due delinquenti proprio per un contrasto per il controllo dello spaccio.

In seguito all’aggressione, giudici e avvocati sono stati costretti a barricarsi in aula insieme ai familiari della vittima, parti civili al processo, per aspettare che i carabinieri ristabilissero la calma.

Durante l’interrogatorio, l’uomo ha sostenuto di essere stato provocato dal magistrato all’uscita dall’aula di giustizia, in seguito Il gip Fernando Sestito ha convalidato il fermo.

Pirrotta sarà giudicato a Caltanissetta, competente per i reati riguardanti i magistrati di Palermo.

Clelia Mulà



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