Scontro

Pubbliservizi, Messina attacca vecchia politica e scrive lettera aperta. “Bilanci falsati”

Adolfo Messina
Adolfo Messina
1 ago 2016 - 10:24

CATANIA - “Non possiamo più tacere su una situazione che potrebbe vederci coinvolti nella responsabilità patrimoniale per tutto quello che nel passato è successo. È nostro dovere informare le autorità di ciò che è stato rilevato sino a questo momento e che nessuno ha mai controllato. Come faceva tra l’altro la società di revisione a certificare i bilanci?”.

Con queste parole il Presidente di Pubbliservizi Adolfo Messina ha preso carta e penna e ha scritto alle Autorità preposte, dal sindaco della Città Metropolitana Enzo Bianco al Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, dal Procuratore della Repubblica Carmelo Zuccaro al Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone.

“In questi giorni – ha esordito Messina nella sua missiva – abbiamo preso coscienza che il fenomeno della scorretta tenuta delle scritture contabili, non era solamente ascrivibile alle fatture prive di CIG e mancanti della documentazione a corredo necessaria a stabilire la reale prestazione e che questa fosse in violazione del Codice degli Appalti, ma era molto di più.

Un fenomeno, assunto come routine negli anni passati, che è stato epidemico e su vasta scala, contagiando tutte le amministrazioni susseguitesi alla guida di Pubbliservizi e che hanno falsato conseguentemente anche i relativi documenti finanziari di bilancio degli esercizi di competenza”.

Da qui, l’immediata iniziativa del Presidente Messina che ha spiegato: “Questa amministrazione ha nominato una commissione d’inchiesta amministrativa interna e un gruppo di lavoro che con essa collaborerà affinché l’analisi dei fatti sia rigorosa e puntuale. Analisi che, peraltro, ha già portato nell’immediato alla revoca di incarichi di responsabilità, a trasferimenti e ad alcuni provvedimenti disciplinari pesanti. Per tutto questo, siamo pronti a ogni collaborazione con le autorità in indirizzo, per meglio definire i fatti che oggi appaiono gravissimi e che potrebbero portare alla scoperta di un vero sistema complesso e folle, assunto come costume che in questa sede appare difficile puntualizzare”.

Vi è, innanzitutto, ha aggiunto Messina: “un dovere di responsabilità verso l’Ente Socio, i 400 lavoratori”. Ma l’azione scaturisce da precisi obblighi, sia di natura etica, ma anche e soprattutto giuridica, come sancito dalla Suprema Corte che in tema di responsabilità del management, in relazione a quanto sentenziato dalla Cassazione ha detto: “con proprio pronunciamento a sezioni riunite, impone all’amministratore di verificare il rispetto delle norme di legge in relazione alla contabilità aziendale e che il dovere in esame si estende anche all’operato degli amministratori precedentemente in carica, senza che l’eventuale incarico affidato ad esperti (commercialisti, società di revisione, etc.) possa in qualche modo attenuare la portata del dovere in esame anche per le amministrazioni che si sono via via susseguite”.

Nel complesso, il Presidente di Pubbliservizi Spa ha illustrato le ragioni profonde degli antichi problemi della Società: “siamo fortemente convinti di una sicura responsabilità di certa casta della politica che ha amministrato l’Ente Provincia e le sue partecipate, sin dal 2008 e che ha operato nella più assoluta indifferenza ai reali interessi dei propri concittadini e della produttività dell’azienda”.

Sono parole dai toni forti, in linea con una direzione che in appena 13 mesi ha ribaltato una situazione che appariva disperata, portando la Società dalla prospettiva del fallimento a quella del rilancio produttivo, attuato nel pieno rispetto della Legge.

Messi nel conto e affrontati gli ostacoli frapposti da certa politica politicante, adesso gli obiettivi della Pubbliservizi spa sono chiari: “Noi – ha concluso Messina – ci mettiamo la faccia e diciamo basta. Siamo qui a lottare per questi lavoratori che devono trovare giustizia e serenità e che la considerazione, che questi devono avere pubblicamente, non deve in alcun modo essere adombrata da qualche loro collega o superiore, che nel concretizzare interessi per se o per altri, faccia considerare tutti loro dei nullafacenti, se non addirittura dei ladri.”

Gli obiettivi sono ambiziosi ma chiari: “Altro dovere, imprescindibile, è adesso – scrive Messina – quello di lottare per rendere produttiva la Società. È un dovere preciso che superi la contrapposizione politica, perché Pubbliservizi possa avere un futuro, non solo per garantire i livelli occupazionali attuali, ma per creare ulteriore occupazione, nel rispetto del risparmio della revisione e della qualità dei servizi”.

Redazione NewSicilia



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