Denuncia

Pubbliservizi, lavoratori in stato di agitazione e in attesa di risposte

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28 giu 2017 - 17:32

CATANIA - Sono di nuovo in stato di agitazione i lavoratori di Pubbliservizi, la società partecipata della Città metropolitana di Catania. Nei giorni scorsi i dipendenti avevano chiesto al nuovo amministratore unico Silvio Ontario la revoca di una disposizione, senza ricevere risposta.

A questo si aggiungono marcate perplessità riguardo ad altre decisioni prese dallo stesso manager, inizialmente accolto positivamente e oggi nel mirino per una serie di atti che nelle ultime settimane hanno contribuito a creare malumore tra il personale dell’azienda, come spiega il segretario provinciale della Ugl igiene ambientale di Catania, Santo Gangemi: “In principio avevamo riposto speranze e buoni auspici a seguito della nomina di Ontario al vertice di Pubbliservizi, ma purtroppo in breve tempo abbiamo dovuto ricrederci per via di alcuni provvedimenti che riteniamo incomprensibili e che, oltretutto, sono giunti in totale assenza della concertazione sindacale necessaria. Che ci siano delle difficoltà di tipo economico da affrontare non significa che lo si debba fare a modo proprio e fuori da ogni logica contrattuale. C’è infatti un contratto collettivo che va seguito e non violato, per questo abbiamo chiesto il ritiro di uno degli ultimi atti, emanato senza alcun confronto con i sindacati”.

Alla discriminazione in tema di relazioni sindacali si sommano anche le differenziazioni operate sui lavoratori in merito alla corresponsione dell’anticipo della 14^ mensilità, mentre ancora oggi non si sa nulla della liquidazione dello stipendio di giugno. “Ci eravamo illusi che la partecipata avesse finalmente cambiato registro – conclude il sindacalista – e invece ci troviamo qui senza dialogo, ma soprattutto senza risposte alle nostre richieste che riguardano anche le notizie sul piano industriale, sul piano di risanamento e sulla proroga del contratto di servizio. Chiediamo all’amministratore unico di tornare sui suoi passi in tempi rapidi e di riavviare la concertazione, perché ogni giorno che passa tra i dipendenti aumentano rabbia ed inquietudine che non escluderanno, dopo l’agitazione, il ricorso allo sciopero”.

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Redazione NewSicilia



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