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Dai siti hot ai social “piccanti”, il porno a portata di smartphone

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13 ott 2016 - 06:41

CATANIA - Una volta c’erano i film erotici. Poi le pellicole sono diventate sempre più “hot”. Infine, con l’avvento di internet, la pornografia ha preso piede diffondendosi a macchia d’olio in tutto il mondo.

Oggi, che internet è alla portata di tutti, complice la presenza di tablet e smartphone, la divulgazione di video e foto a sfondo sessuale è sempre maggiore e, probabilmente, sempre meno sotto controllo. Se poi, come nel presunto caso di Diletta Leotta, qualcuno si mette ad hackerare i dispositivi e a estrapolare i file personali, la cosa diventa di dimensioni ancora più grandi e, a volte, con conseguenze ed epiloghi tragici, come dimostra la storia di Tiziana Cantone. E qui ci sarebbe da aprire un altro capitolo: che senso ha tenere certi video personali sul cellulare?

E, infine, l’ultimo gioiello e regalo della tecnologia e del mondo internet: le dirette Facebook. Chi nega la possibilità che se ne possa fare un uso sbagliato?

Oggi il porno, dunque, non conosce più limiti per diffondersi. Le nuove frontiere sono i social e i cloud, appositi spazi di archiviazione e condivisione virtuale, oltre che, ovviamente, le chat su applicazioni per dispositivi mobili. Un circuito grande, o per meglio dire immenso, dove è difficile poter effettuare dei controlli: “Verifiche su app come Whatsapp o Dropbox possono essere effettuate solo se ci si imbatte direttamente con qualche parte coinvolta nella diffusione di certe immagini”, spiega Marcello La Bella, comandante della polizia postale di Catania. “Questo perché – continua – le intercettazioni possono essere fatte solo se ci si imbatte in un reato o in un presunto reato”.

Il problema è che, proprio per la grande capacità di “incunearsi” nel mondo social, queste immagini posso raggiungere anche i minori: “In questi casi – chiosa La Bella – cerchiamo di risalire al bambino e di coinvolgere anche i genitori. Mai sottovalutare un’offesa o qualcosa che può sembrare essere fatta per gioco”.

La storia recente insegna: il gioco, la provocazione e la trasgressione a volte possono trasformarsi in tragedia. E il passo è più breve di quanto si possa immaginare.

Andrea Lo Giudice



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