Processo

La Procura generale avoca l’inchiesta sulla morte dell’agente Agostino. I pm Di Matteo e Del Bene “Non ci sono prove”

tribunale Palermo
13 lug 2015 - 10:24

PALERMO – La Procura generale di Palermo ha avocato l’inchiesta sulla morte dell’agente di polizia Nino Agostino, assassinato, insieme alla moglie, Ida Castellucci, il 5 agosto 1989, a Villagrazia di Carini, nel Palermitano.

Nei mesi scorsi i pm titolari del fascicolo, Nino Di Matteo e Francesco Del Bene, avevano chiesto l’archiviazione del caso ritenendo che a carico dei due indagati, il boss Antonino Madonia e Gaetano Scotto, mafioso ritenuto vicino ad ambienti dei Servizi, non ci fossero elementi tali da poter portare a un rinvio a giudizio.

L’istanza dei due pm, che avevano riaperto l’inchiesta dopo una precedente archiviazione, non è stata accolta, però, dal gip Maria Pino che ha indicato alla procura una serie di approfondimenti da effettuare.

Contro l’avocazione sta preparando reclamo davanti al procuratore generale della Cassazione il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi. Nell’opposizione, che verrà depositata nei prossimi giorni, si sostiene l’illegittimità del provvedimento del pg.

L’avocazione è stata firmata dal procuratore generale Roberto Scarpinato e dal sostituto Luigi Patronaggio.

Nel decreto si parla di una inerzia dei magistrati del primo grado che giustificherebbe, come prevede il codice di procedura penale, un intervento del Pg. Ambienti della Procura generale sottolineano però che nessuna critica viene mossa all’attività dei colleghi Del Bene e Di Matteo.

Le indagini sul caso Agostino verranno condotte dai magistrati Nico Gozzo e Umberto De Giglio. Gozzo e Scarpinato indagarono in passato sulla morte dell’agente, un caso mai risolto che, secondo alcune ipotesi investigative, sarebbe collegato al fallito attentato all’Addaura a Giovanni Falcone.

Commenti

commenti

Redazione NewSicilia



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un Commento