Giustizia

Processo strage Capaci subisce uno stop: giudice popolare indagato per peculato

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2 feb 2016 - 11:45

CALTANISSETTA – Il processo d’appello per la strage di Capaci che si sta celebrando a Caltanissetta, rischia di ripartire da zero a fine aprile.

Il procedimento, iniziato il 15 ottobre dello scorso anno, ha subito uno stop per le dimissioni presentate da un giudice popolare rimasto coinvolto in un’indagine per peculato.

È stato il presidente della Corte d’Assise d’appello Maria Giovanna Romeo a emettere un’ordinanza con la quale comunica le dimissioni del giudice popolare che nessuno può sostituire, certificando la mancanza del numero di sei componenti non togati.

Sarà dunque necessario procedere al sorteggio di altri giudici popolari. In ogni caso rimane fissata la data della prossima udienza, già in programma per il 24 febbraio. “Ad oggi – ha spiegato il procuratore generale Sergio Lari, che fino ad ora ha sostenuto l’accusa in tutte le udienze e che adesso lancia quasi un appello – abbiamo ascoltato le deposizioni di diversi collaboratori di giustizia, come Brusca, il neo collaboratore Cosimo d’Amato, Ferrante, Spatuzza e Tranchina. Per evitare che il lavoro svolto sino ad ora venga vanificato, con il consenso delle parti si dovrebbero rinnovare gli atti”.

Alla sbarra Giuseppe Barranca, Cristofaro “Fifetto” Cannella e lo stesso Cosimo D’Amato, l’ex pescatore che ha deciso recentemente di collaborare con i magistrati nisseni svelando altri particolari sul reperimento dell’esplosivo usato nell’attentato in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta. In primo grado Barranca e Cannella sono stati condannati all’ergastolo, D’Amato invece a 30 anni di reclusione.

Redazione NewSicilia



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