Inchiesta

Processo Mori: prima notte in camera di consiglio per i giudici della Corte d’Appello

Mario Mori
17 mag 2016 - 09:32

PALERMO - Prima notte in camera di consiglio per il collegio dei giudici della Corte d’Appello di Palermo, presieduto da Salvatore Di Vitale, per emettere la sentenza del processo di secondo grado a carico del generale Mario Mori e del colonnello Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento per la mancata cattura del boss Bernardo Provenzano nel 1995.

I giudici si sono ritirati ieri poco prima di mezzogiorno e dovrebbero uscire tra stasera e domani, anche se sembra più probabile domani.

Ieri, prima del ritiro dei giudici, i due imputati hanno reso dichiarazioni spontanee. Mori, in particolare, ha ribadito di avere avuto “sempre un comportamento lineare”, anche nella cattura del boss mafioso Totò Riina.

E sulla mancata perquisizione, che è stata al centro di un altro processo finito con un’assoluzione per Mori e il colonnello Sergio De Caprio, ha ribadito: “Il ritardato blitz a casa sua fu una scelta presa d’intesa fra magistratura e carabinieri”.

Non ha risparmiato critiche alla Procura generale, affermando che i due rappresentanti dell’accusa, il Procuratore generale Roberto Scarpinato e il pg Luigi Patronaggio, abbiano espresso “giudizi sprezzanti e ingiusti”.

Ha anche rivendicato la stima di tante personalità politiche, da destra a sinistra: “Da Berlusconi a Prodi, da Scalfaro a Napolitano”, ha spiegato ieri in aula. Anche il colonnello Obinu ha ribadito la sua estraneità alle accuse. “Non ho mai favorito Provenzano”, ha detto.

Redazione NewSicilia



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