Veleni

Procedura di trasferimento per il procuratore Giordano. Incompatibilità ambientale?

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19 mag 2017 - 17:09

SIRACUSA - Che la sede giudiziaria di Siracusa fosse il Palazzo dei veleni si sapeva già, ma che arrivassero ad infangare il procuratore capo, Francesco Paolo Giordano, sembra una esagerazione! Il Consiglio superiore della magistratura ha avviato la procedura di trasferimento per incompatibilità ambientale nei confronti del procuratore capo Giordano, del pm Giancarlo Longo e del sostituto Maurizio Musco, quest’ultimo già trasferito a Sassari, perché i tre, a prescindere da condotte colpevoli di diversa natura, si sono ritrovati in una situazione tale da incidere sulla piena indipendenza ed imparzialità dell’attività giudiziaria nella Procura di Siracusa e nelle funzioni di pubblico ministero.

Il dottor Paolo Giordano, in magistratura da circa otto lustri e con un trascorso adamantino, è giunto a Siracusa nel settembre del 2013 dopo il trasferimento d’ufficio di Ugo Rossi, per lo scandalo dei “veleni”; magistrato di grande esperienza, visti i delicati incarichi ricoperti in passato, da sostituto procuratore a Catania, a procuratore aggiunto a Caltanissetta negli anni terribili del “Dopo Stragi di Capaci e via D’Amelio” e poi procuratore capo a Caltagirone con i problemi della costruzione del “Muos” a Niscemi.

A distanza di un anno, dal suo insediamento a capo della Procura aretusea, il procuratore Giordano ci concesse un’ intervista sullo stato comatoso del suo Ufficio, di cui riportiamo un piccolo, ma significativo stralcio: “Una situazione pesante che l’Ufficio cerca di affrontare con grande spirito di sacrificio e senso del dovere, la sopravvenienza di circa 14.000 fascicoli, non accenna a diminuire. Non passa settimana in cui non vi sia uno sbarco di migliaia di clandestini e un fermo o arresto di scafisti”.

Riguardo ad altre emergenze ci aveva risposto: “La zona industriale conta una serie di impianti industriali nel triangolo Augusta, Priolo e Melilli, raffinerie, cementifici, centrali elettriche, depositi di carburanti, infrastrutture portuali. Le problematiche più importanti riguardano l’inquinamento atmosferico, gli scarichi a mare, le infiltrazioni di idrocarburi nel sottosuolo. Vi sono numerose indagini aperte. La criminalità e le sue dinamiche rappresentano un ulteriore fronte di impegno e di attività. Le zone maggiormente inquinate dalla criminalità organizzata mafiosa e comune sono quella a Nord, nei territori di Lentini, Francofonte, Carlentini e quella a sud, Noto, Avola, Pachino, Portopalo. In entrambi i territori si trovano frange che hanno collegamenti con gruppi organizzati di cosa nostra del Catanese e di altre matrici sempre del Catanese. A Siracusa e nell’hinterland operano altre organizzazioni dedite ad estorsioni, traffico di stupefacenti ed altre forme di illegalità. Devo dire che le forze dell’ordine, mantengono in maniera esemplare il controllo del territorio, in tre omicidi e in un tentato omicidio negli ultimi mesi, si è risaliti agli autori dei delitti che sono stati assicurati alla giustizia”.

Il dottor Giordano, sull’azione del Csm, ha dichiarato di essere a posto con la sua coscienza ed essere anche pronto a difendersi nelle sedi opportune.

Giuseppe Firrincieli

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Redazione NewSicilia



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