Viabilità

Prima la morte di “Mimmo” ora la messa in sicurezza di via del Bosco

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21 mar 2017 - 12:51

CATANIA - “Prima c’arrubbanu a Sant’Aita e poi ci ficiru i iaggi”.

Recita così un famoso detto della tradizione popolare siciliana, che perfettamente descrive quanto sta accadendo nel quartiere di Barriera dove, lo scorso 6 marzo, un giovane di appena 25 anni, Domenico Crisafulli, ha tragicamente perso la vita attraversando un pericolosissimo incrocio.

Tutti conoscevano i gravi rischi da correre nel passare proprio da quel tratto di strada, ma nessuno, quanto meno fino ad oggi, aveva ancora pensato di intervenire.

Sì, perché nella nostra città funziona così: prima si attende che accada la tragedia e poi si cerca di correre ai ripari.

Per non smentirci, anche questa volta, prima doveva arrivare la morte di Domenico e ora si procede con la messa in sicurezza dell’incrocio di via del Bosco con via De Logu e via Zacco, proprio nel quartiere di Barriera. 

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Il dolore per la perdita di questo giovane padre di due piccoli è ancora forte nei familiari: tanta la disperazione da parte del padre Pietro, della madre, dei fratelli e della compagna Oriana. 

“Doveva essere prima ucciso mio figlio Mimmo per la messa in sicurezza e collocazione di uno specchio in Via De Logu – Via del Bosco. Criminali… Domani incontro in Procura. Chiunque la pagherà molto cara”, questo il commento di Pietro Crisafulli

A presentare, nei giorni scorsi, la richiesta di messa in sicurezza dell’incrocio – con la collocazione di uno specchio concavo all’angolo nord di via Zacco, in modo che chi proviene da via De Logu deve immettersi su via del Bosco o attraversare via Zacco possa avere più visibilità – è il consigliere Pina Rapicavoli.

Secondo quanto riportato dal giornale La Sicilia, il consigliere Rapicavoli, oltre ad aver inoltrato la richiesta, si attiverà affinchè l’Ufficio Traffico Urbano e l’assessorato alla Viabilità, possano risolvere il problema ed eliminare il grave pericolo. 

Peccato, però, che sia Rapicavoli che tutta la circoscrizione, avrebbero dovuto pensarci prima: la morte di Mimmo servirà, probabilmente, ad evitare ulteriori incidenti in futuro. Ma chi restituirà alla famiglia Crisafulli, alla compagna, ai suoi piccoli, agli amici… Mimmo? 

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Rossana Nicolosi



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