Dichiarazioni

Il presidente Antoci replica ai suoi attentatori: “Continuerò il mio lavoro con maggior forza”

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19 mag 2016 - 10:21

MESSINA - “Io credo che se ognuno di noi facesse il proprio lavoro forse ci sarebbero meno persone sotto scorta e meno attentati. Noi attivando questo protocollo abbiamo dato un colpo durissimo alla mafia in Sicilia. Abbiamo tolto il limite dei 150 mila euro, per la partecipazione ai Bandi europei, e lo abbiamo azzerato, quindi oggi i mafiosi non solo non potranno più partecipare alle nuove gare, ma non potranno nemmeno gestire quei terreni agricoli su cui avevano messo le mani e che adesso andranno alle persone oneste”.

Sono queste le parole decise di Giuseppe Antoci, presidente del Parco dei Nebrodi – vittima, ieri notte di un agguato dal quale, fortunatamente è uscito indenne – intervenuto questa mattina ad Agorà (Rai3).

“Stiamo prendendo i nominativi che in questo momento sono in corso d’opera nei contratti e li revocheremo tutti, uno per uno. Non pensino – prosegue Antoci - che con questo atto intimidatorio noi non continueremo il nostro lavoro. Anzi, lo continueremo con maggiore forza”.

Intanto il comune di Sant’Agata di Militello, la FAI Antiracket Nazionale e Messina e tutti i sindaci del comprensorio nebroideo hanno manifestato piena solidarietà a Giuseppe Antoci Presidente Parco dei Nebrodi e a Daniele Manganaro, dirigente del Commissariato di Sant’Agata Militello ed a tutti gli uomini della Polizia di Stato”. 

Previsto per il prossimo 21 maggio un corteo, insieme a tutte le associazione della FAI Antiracket Sicilia, le scuole e tutta la società civile “per manifestare solidarietà al vile attentato, che partirà dalla sede del Parco dei Nebrodi e proseguirà per alcune vie della città con il passaggio nella strada dove risiede la sede del commissariato di polizia, si concluderà in piazza Castello dove le maggiori istituzioni Regionali e Nazionali interverranno”.

Marco Bua



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