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Presentato il piano di riqualificazione del centro storico di Catania

centro di riqualificazione del centro storico di Catania
5 apr 2016 - 16:37

CATANIA - Inizio dei lavori entro l’anno per il rilancio del centro storico etneo con una conseguente apertura per circa un migliaio di lavoratori nel settore edile che potrebbero trovare una occupazione qualificata. Sono queste le previsioni annunciate ai sindacalisti ed ai lavoratori della Cgil di Catania durante la presentazione del “Piano di riqualificazione del centro storico di Catania”.

L’iniziativa si è tenuta nel salone “Russo” di via Crociferi organizzata da Cgil e Fillea Cgil, con la partecipazione del segretario generale della Fillea, Giovanni Pistorio, che ha aperto i lavori, per poi passare alla presentazione del progetto affidata all’assessore comunale all’urbanistica, Salvo Di Salvo.

Il progetto è partito dalla legge regionale 10 Luglio 2015 e dalle norme promulgate per favorire il recupero del patrimonio edilizio di base dei centri storici, con la finalità di semplificare le procedure riguardanti il recupero del patrimonio edilizio esistente e favorire la tutela, la valorizzazione e la rivitalizzazione economica e sociale dei centri storici ubicati nella regione.

È stata anche un’occasione per incentivare la rigenerazione delle aree urbane cadute nel degrado più totale. Il centro storico di Catania sulla carta è composto da quattro sottozone denominate A, B, A1, e San Cristoforo e sono circa 6000 le unità edilizie da esaminare.

In questa prima fase è stato intanto predisposto uno stralcio dello studio di dettaglio relativo solo alle zone denominate A e B del Piano regolatore generale. Lo studio relativo alla zona di San Giovanni Galermo e San Cristoforo, e agli ambiti di San Berillo e Lumacari, sarà predisposto in un secondo tempo.

Gli edifici sono stati raggruppati nelle otto categorie previste dalla legge, suddivise nei gruppi di edilizia di base, edilizia monumentale ed edilizia moderna. Sono stati anche individuati gli edifici non rilevabili, gli edifici vincolati ai sensi del decreto 42, le emergenze archeologiche, la cinta muraria visibile e quella presunta nonché i giardini pubblici storici, il verde privato da tutelare, cortili e vicoli. 

“La Cgil e la Fillea riconoscono la grande utilità del Piano che inciderà per la misura di circa il 30 per cento, nel settore dei lavoratori edili - commenta il segretario Giovanni Pistorio -. Sarà un’occasione importante per recuperare occupazione dopo anni difficili, e per impiegare professionalità nelle attività di recupero del patrimonio architettonico che andrebbero altrimenti disperse. In questo senso, – continua – abbiamo già chiesto al Comune di intervenire affinché la Regione preveda finanziamenti per la formazione specifica di settore. Anche il cablaggio delle aree farà la differenza, soprattutto in vista della possibilità di realizzare un modello di ‘Human city’. Ma un Piano come questo potrebbe prevedere anche l’importante sinergia tra Comune ed Università per favorire l’integrazione tra i residenti e gli abitanti delle zone”.

“Riqualificare il centro storico – ha sottolineato l’assessore Di Salvo - significherà occupare non solo lavoratori dell’edilizia ma anche operatori del turismo e della cultura. Il ‘Piano’ ci consentirà di prevedere anche un ripopolamento di un centro finalmente ritornato attraente, nonché nuovi investimenti da parte dei privati. Proveremo a chiedere alla Regione sostegni mirati. Il Comune non potrà investire risorse proprie perché siamo in fase di predissesto”.

“È importante osservare che non si innalzerà – ha commentato il segretario generale della Cgil Catania, Giacomo Rotaun nuovo cemento ma si riqualificherà a parità di cubatura. La Cgil crede che questa sia un’occasione importante che non va sprecata. Il centro storico deve tornare a vivere e a rappresentare un’opportunità. A beneficiarne sarà l’economia locale, il lavoro ma anche la stessa socialità dei catanesi. Anche per questo è necessario che le istituzioni continuino a lavorare su questo fronte all’insegna della condivisione con le parti sociali”.

Redazione NewSicilia



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