Mafia

Porto Empedocle, “San Calogero non si è inchinato ai boss”

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22 ott 2014 - 18:41

PORTO EMPEDOCLE - Nessuna pressione, nessun “inchino”. Si difendono gli organizzatori della festa di San Calogero a Porto Empedocle. La processione del simulacro dello scorso 7 settembre nel comune agrigentino è finita sotto inchiesta della DDA di Palermo. In particolare, nel mirino degli investigatori, il presunto “inchino” della statua del santo dinanzi all’abitazione della madre del boss agrigentino Gerlandino Messina. Secondo la tesi della Direzione Distrettuale Antimafia, dal carcere in cui si trova dal 2010 per scontare la condanna all’ergastolo, Messina avrebbe fatto pressioni sui portatori della vara.

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Una scena, quella dell’omaggio alla madre del boss, che pare sia stata ripresa dalle videocamere degli agenti della polizia scientifica, mimetizzati tra la folla fingendosi turisti su suggerimento del vice questore di Agrigento, Cesare Castelli. Le immagini da qualche giorno sono al vaglio della DDA, che ha aperto un fascicolo d’inchiesta per violenza privata con l’aggravante della mafia.

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Gli organizzatori della processione, però, respingono ogni accusa. Oggi, secondo quanto riportato dall’emittente Tele Video Agrigento, il comitato promotore conferma di aver ricevuto il suggerimento dalla polizia di Porto Empedocle di cambiare il percorso tradizionale, proprio allo scopo di evitare la via Verrazzano, dove abita la madre di Gerlandino Messina. Ma gli organizzatori sottolineano anche di non aver ricevuto, come invece richiesto, un’apposita ordinanza che autorizzasse a modificare tragitto. Da qui la scelta di percorrere il tracciato tradizionale per le vie del centro empedoclino.

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Il simulacro, ha assicurato inoltre la confraternita dei portatori, si è fermato soltanto per gli ammalati, i disabili e, come prevede la tradizione, davanti a tutti coloro che avevano fatto promesse di pane a san Calogero. Insomma, non ci sarebbe stata alcuna pressione né tanto meno alcun “inchino”. In caso contrario, tengono a precisare infine gli organizzatori, sarebbero state avvertite le autorità competenti.

Santi Sabella

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Redazione NewSicilia



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