Soccorsi

Al porto di Catania la nave con 348 migranti. A bordo i cadaveri di 10 donne

IMMIGRAZIONE
1 lug 2016 - 09:26

CATANIA - La nave Diciotti della Guardia Costiera è arrivata al porto di Catania con a bordo 348 migranti e le salme di dieci donne.

Gli extracomunitari e i corpi senza vita sono stati recuperati nel Canale di Sicilia durante le operazioni di soccorso. Nel molo centrale sono in corso le operazioni di accoglienza e di sbarco.

Attivati i presidi di assistenza sotto il coordinamento di polizia, finanza, carabinieri e guardia costiera. Per primi saranno sbarcati donne e minori, poi gli uomini e per ultimo le 10 salme. I migranti saranno trasferiti in centri di accoglienza al Nord Italia.

Sulla Diciotti la notte scorsa sono saliti, portati da una motovedetta, investigatori della polizia di Stato della squadra mobile della Questura di Catania per avviare le prime indagini del caso.

La polizia di Ragusa ha fermato due presunti scafisti dello sbarco di 375 migranti avvenuto tre giorni fa a Pozzallo.

Sono due minorenni che la squadra mobile, dopo le indagini e l’identificazione, ha condotto in centro di prima accoglienza. Con quelli di oggi sono 21 gli scafisti minorenni fermati nel 2016 a Pozzallo, mentre complessivamente sono 83.

Con l’ultimo sbarco nel porto del Ragusano sono arrivati 290 uomini, 44 donne, 40 i minori non accompagnati. La Polizia di Stato ha già identificato e trasferito tutti i migranti ad eccezione dei minorenni non accompagnati.

Nel 2016 nell’hotspot di Pozzallo hanno fatto ingresso 8.540 migranti in occasione di 23 sbarchi.

Il reato ipotizzato dal procuratore Carmelo Zuccaro, che coordina le indagini di polizia di Stato, squadra mobile e guardia di finanza, è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Ma la Procura distrettuale sta valutando di contestare anche il reato di morte come conseguenza di un altro delitto, previsto dall’articolo 586 del codice penale. Secondo quanto si è appreso gli investigatori avrebbero anche ricostruito la dinamica del naufragio: il gommone avrebbe imbarcato acqua per il mare mosso, ma anche perché si sarebbe danneggiato su un lato, dove, secondo alcuni testimoni sopravvissuti, era poggiata una donna particolarmente pesante che avrebbe fatto cedere la struttura.

La Procura di Catania ha collaudato da tempo una tecnica di intervento per ‘accelerare’ le indagini con l’invio di investigatori a bordo delle navi in arrivo per acquisire elementi e testimonianze a ‘caldo’ e potere avere più velocemente un quadro di insieme per le inchieste. 

Redazione NewSicilia



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