Sbarchi

Porto di Catania, fermati cinque scafisti

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1 lug 2016 - 18:45

CATANIA - La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Catania, sotto il coordinamento della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, hanno posto in stato di fermo di polizia giudiziaria 5 cittadini extracomunitari, tutti sedicenti, gravemente indiziati del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, in relazione allo sbarco di 349 migranti e 10 cadaveri giunti nel Porto di Catania oggi 1° luglio, a bordo della nave della Guardia Costiera “C.P. 941 U. Diciotti”, soccorsi in acque internazionali il 30 giugno e provenienti dalle coste libiche.

Gli investigatori della Squadra Mobile della Polizia di Stato e del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, con la collaborazione della locale Sezione Operativa Navale delle Fiamme Gialle e della Guardia Costiera, hanno acquisito le prove necessarie all’adozione dei provvedimenti di fermo nei confronti di FAYE Ousmane, senegalese di 21 anni; SEY Omar, 18 anni del Gambia; NDOYE Ousainou, ivoriano di 25 anni; KOWARI Osman, malese di 21 anni; BARRY Ibrahim, del Gambia di 24 anni.

Seguendo un consolidato protocollo investigativo, realizzato d’intesa con la Procura Distrettuale, investigatori della Squadra Mobile e del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza hanno raggiunto, nella notte scorsa, a bordo di mezzi della locale Sezione Operativa Navale delle Fiamme Gialle, al largo delle coste siciliane, la nave “C.P.941 U. Diciotti”, ove hanno avviato, con la collaborazione del personale della Guardia Costiera, le indagini volte all’individuazione di scafisti, poi proseguite a terra, dopo lo sbarco nel porto di Catania. Dalle dichiarazioni dei migranti è emerso che costoro, giunti in Libia dai paesi d’origine, sono stati condotti in connection houses ubicate nella zona di Tripoli, sorvegliati da trafficanti armati per essere successivamente condotti sulle vicine spiagge e imbarcati su gommoni. Le indagini hanno permesso di raccogliere univoci e concordanti elementi di responsabilità a carico dei cinque indagati individuando, in particolare, in relazione al primo evento di soccorso, in FAYE Ousmane il driver del gommone carico di 108 migranti e 10 salme di donne e in SEY Omar colui che grazie a una bussola ha fornito al comandante indicazioni sulla rotta da seguire.

Secondo le testimonianze dei migranti, i decessi delle donne sarebbero avvenuti per annegamento, per effetto della rottura delle assi di legno poste sul fondo del gommone.

In relazione al secondo evento di soccorso, le indagini hanno consentito di individuare il driver del natante con a bordo 125 migranti nell’ivoriano NDOYE Ousainou, il quale, alla vista della nave dei soccorsi, secondo quanto riferito dai testimoni, avrebbe provato a confondersi fra i migranti. Con riguardo, infine, al terzo evento di soccorso, sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria il cittadino del Mali KOWARI Osman, quale driver del gommone con a bordo 116 migranti, e il gambiano BARRY Ibrahim, che ha coadiuvato il primo nella navigazione. A conclusione delle attività, i cinque fermati sono stati associati nella casa circondariale di Piazza Lanza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Redazione NewSicilia



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