Sindacato

Poliziotti “svenduti” a Catania. La protesta del Siulp

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9 ago 2015 - 18:18

CATANIA – Sono stati chiamati a comparire all’udienza preliminare per lesioni nei confronti di un arrestato e, senza che si sia ancora giunti all’udienza stessa, sono stati spostati, per ordine della Questura di Catania, ad altri incarichi.

Questa la sorte che è toccata a 4 poliziotti per i quali il Pubblico Ministero aveva chiesto l’archiviazione in presenza di un certificato che attesta “zero” giorni di prognosi per l’arrestato, e che il Sindacato italiano unitario lavoratori polizia ha definito “svenduti”.

A denunciare il fatto è Felice Romano, segretario generale del Siulp che, nel definire inaccettabile il comportamento della Questura di Catania, si chiede se questo trattamento abbia avuto l’avallo del prefetto Pansa e del ministro Alfano.

“Quanto fatto a Catania è estremamente grave – denuncia Romano -, poiché a ogni delinquente che sarà perseguito, per ottenere la scarcerazione o l’inattendibilità dell’operato dei poliziotti, basterà dichiarare di aver subito delle percosse, anche se queste, come nel caso in esame, non sono state certificate né dai medici né dai sanitari intervenuti. Per questo motivo – prosegue il segretario generale del Siulp – chiederemo l’intervento del prefetto Pansa e dello stesso ministro Alfano, perché riteniamo sia un obbligo per loro certificare se basta la sola dichiarazione di un arrestato o di un delinquente seriale di aver subito percosse, anche quando le stesse non sono certificate dai medici perché i poliziotti siano svenduti alla criminalità trasferendoli ad altri incarichi. Sono certo – conclude - che Pansa e Alfano non potranno avallare un siffatto comportamento; giacché questo significherebbe arrestare in via preventiva e senza nessuna prova tutti gli operatori di polizia vietandogli di fare il loro dovere e di garantire la sicurezza ai cittadini e al Paese”.

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Marco Bua



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