Lavori

Playa di Catania: fondi non bastano per pista ciclabile al viale Kennedy

Presa da: www.cronacaoggiquatidiano.it
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28 mag 2016 - 07:07

CATANIA - Ad oltre un mese dall’ultimazione della tanto attesa pista ciclabile sul lungomare di Ognina, non sono state certo poche le critiche e le polemiche che si sono abbattute sull’amministrazione per presunti errori di gestione dei fondi e di costruzione delle strutture sul lungomare della Playa.

I lavori, oggetti dell’appalto denominato “lavori di realizzazione di una pista ciclabile nel lungomare di Catania da piazza Europa a viale Ulisse e tra viale Kennedy e ingresso porto di Catania” hanno avuto inizio lo scorso febbraio e sarebbero dovuti costare al Comune circa 168 mila euro. 

Il progetto, frutto dell’idea dell’architetto Annamaria Pace e delle lotte delle associazioni di ciclisti che si battono per una mobilità sostenibile, prevedeva una pista ciclabile che avrebbe dovuto collegare piazza Europa alla circonvallazione e un’altra pista che avrebbe dovuto collegare il porto con il viale Kennedy, comunemente conosciuta come “playa” di Catania.

Nel bene o nel male nel tratto di strada che delimita il lungomare di Catania fra piazza Europa e piazza Mancini Battaglia è stata costruita la pista ciclabile che, seppur abbia già provocato alcuni incidenti, ha dato dimostrazione che anche la città etnea si stia avvicinando ad una mobilità più sostenibile. Discorso parallelamente opposto invece per quanto riguarda la pista ciclabile nel viale Kennedy.

A ben 40 giorni dalla presentazione della pista ciclabile non vi è alcuna traccia dei lavori per la realizzazione del tratto che dovrebbe partire dal porto per poi snodarsi per tutto il  viale Kennedy.

Progetto pista ciclabile Viale Kennedy

Progetto pista ciclabile Viale Kennedy

“Ci siamo resi conto troppo tardi che i soldi stanziati prima dell’inizio dei lavori non permettevano la costruzione di un cordolo continuativo che, a quanto pare, risulta indispensabile per la costituzione di piste bidirezionali come quella realizzata” ha affermato l’assessore alla Viabilità Rosario D’Agata.

“Si tratta di una questione di sicurezza, non un capriccio. Ci siamo trovati costretti a dover spendere più del previsto per delle opere che influiscano sulla sicurezza e l’incolumità dei ciclisti. Abbiamo deciso di intervenire principalmente al lungomare. Qualora fossero rimasti più fondi saremmo intervenuti anche alla playa ma al momento – conclude D’Agata - non risulta possibile”.

Con l’avvento della bella stagione, il viale Kennedy diventa uno dei luoghi più trafficati ed amati dai cittadini catanesi e non solo. Il progetto che doveva essere attuato avrebbe portato un maxi collegamento ciclabile, che avrebbe permesso ai ciclisti catanesi di poter usufruire di una propria corsia in determinati tratti stradali, che mettono a serio rischio la loro incolumità, e soprattutto avrebbe permesso a Catania di potersi avvicinare a modelli di città in cui la mobilità ha raggiunto livelli ben più avanzati.

“Uno dei vincoli principali che ha ostacolato la buona riuscita del progetto della pista ciclabile al Viale Kennedy è stato di certo la presenza del porto - afferma l’ingegnere Giuseppe Inturri -. Al di là di questo sarebbe bastata la costruzione di alcune corsie bidirezionali lungo Viale Africa e si sarebbe potuto collegare il tratto ciclabile del lungomare con la playa”.

“Il problema resta comunque il passaggio forzato all’interno del porto. Prima di costruire bisogna avere cognizione e pensare prima all’incolumità dei ciclisti. All’interno del porto vi è una grande circolazione di mezzi pesanti, quindi anche quando si volesse continuare questo progetto - conclude Inturri - si dovrebbero prima porre dei requisiti di sicurezza adatti”.

Resta, dunque, alquanto tortuosa la strada da percorrere affinché si possa vedere una città che riesca a permettersi una mobilità diversa che si rifaccia ad una civiltà più matura ed avanzata. Resta comunque poco comprensibile come, soprattutto con l’arrivo del bel tempo, non si trovino gli strumenti per rilanciare zone come la “playa” che in estate diventa il cuore della città etnea.

Carlo Marino



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