Guardia di finanza

Pioggia di numeri: frodi e corruzione “stendono” la Sicilia. Ipotesi di danno erariale da 420 milioni

Finanza
15 mar 2016 - 12:41

PALERMO - Frodi e corruzione hanno bruciato ingenti risorse in Sicilia. La costante lotta agli sprechi di risorse pubbliche condotta dai reparti della guardia di Finanza in Sicilia nel 2015, è ben rappresentata dalle 213 segnalazioni di danno erariale all’autorità contabile.

Secondo il rapporto annuale dell’attività delle fiamme gialle, le indagini hanno fatto emergere ipotesi di danno erariale per quasi 420 milioni di euro, relative a sprechi di risorse comunitarie, nazionali o regionali, nonché la relativa responsabilità amministrativa a carico di 456 persone.

Verificata la regolarità delle erogazioni pubbliche in tema di incentivi alle imprese, per complessivi 235 milioni di euro, con 810 indagini concluse segnalando frodi per 205 milioni e responsabilità penali per 575 soggetti; appalti e forniture pubbliche, per oltre 232 milioni, con 118 investigazioni che hanno evidenziato irregolarità su flussi di spesa pari a 46,5 milioni e responsabilità penali a carico di 159 persona; spesa sanitaria, previdenziale e per prestazioni sociali agevolate, con 684 controlli dai quali sono emersi 1.209 violazioni, per un’indebita spesa pubblica di 12,8 milioni di euro.

In riferimento alla pubblica amministrazione, sono stati scoperti reati e altri illeciti commessi da 409 persone, di cui 22 tratte in arresto. I funzionari pubblici coinvolti sono risultati 189, mentre il peculato accertato ammonta a oltre 4,3 milioni di euro, i casi di corruzione/concussione quantificati in 368 mila euro.

Contestuali indagini finanziarie e patrimoniali, mirate al recupero delle risorse sottratte con frode alla collettività, hanno permesso il sequestro di beni per oltre 14 milioni di euro.

Incalza, dunque la lotta ai patrimoni mafiosi. Le indagini finanziarie e patrimoniali hanno interessato 229 persone, i loro familiari, i prestanome e le imprese, per un totale di 1.308 persone e 463 società. I provvedimenti di sequestro hanno riguardato 228 soggetti, cui sono state sottratte quote societarie e disponibilità finanziarie per 57 milioni, 465 immobili e 41 aziende, per un valore complessivo di oltre 236 milioni di euro.

Nel 2015 si è pervenuti alla confische per complessivi 135 milioni. Diciassette gli arresti e 166 le persone segnalate, tra le quali undici risultate responsabili di trasferimento fraudolento di valori. Sono state 33 le indagini dedicate al riciclaggio, mediante l’analisi di flussi finanziari sospetti e movimenti di capitali risultati illeciti per quasi 53 milioni, segnalando 140 persone.

Lotta anche al traffico di droga: sequestrate oltre 30,7 tonnellate di hashish e di marijuana; 10 chili di cocaina e 22 mezzi, tra cui cinque imbarcazioni, e denunciate 452 persone, 158 delle quali arrestate. Sul fronte della tutela dell’ambiente, scoperte 17 discariche abusive, sequestrate 3.434 tonnellate di rifiuti industriali illegalmente smaltiti e segnalate 128 persone. Ben 4.158 indagini di carattere fiscale hanno portato all’individuazione di 1.129 responsabili di 937 violazioni tributarie di rilievo penale.

A carico di 746 di questi evasori gravano le condotte illecite più gravi (false fatturazioni, omessa dichiarazione di consistenti imponibili e debiti d’imposta, sottrazione fraudolenta del pagamento delle imposte); 13 sono gli arrestati. Accertate 136 “frodi carosello”, attraverso l’interposizione fittizia – nella fatturazione – di una o più imprese fantasma (‘cartiera’), nonché 83 casi di fenomeni connessi alla fiscalità internazionale.

Scoperti 543 evasori totali, mentre 116 contribuenti hanno dichiarato un’operatività fiscalmente rilevante inferiore alla metà di quella realmente conseguita. I sequestri di patrimoni e disponibilità finanziarie, per assicurare il recupero delle imposte evase, ammontano a oltre 207 milioni di euro. I controlli a contrasto del lavoro nero, oltre a consentire l’accertamento di 4 episodi di “caporalato”, hanno evidenziato posizioni irregolari per 565 datori di lavoro, risultati utilizzare complessivamente 2.458 lavoratori in nero o irregolari.

In particolare, 131 interventi (di cui 128 hanno evidenziato irregolarità di natura fiscale) sono stati mirati a verificare soprattutto le posizioni dei Bed & Breakfast e dei titolari dei più vasti patrimoni immobiliari in città universitarie e turistiche dell’isola; riguardo alle accise, sono state segnalati 734 soggetti responsabili di aver sottratto a tale imposta, fraudolentemente, prodotti petroliferi per quasi 5.300 tonnellate.

Altre 289 tonnellate di carburanti, destinate allo stesso contrabbando, sono state sequestrate. Infine, i giochi illegali, con 239 controlli che hanno permesso di sequestrare 13 centri scommesse abusivi e 276 apparecchi elettronici, con la denuncia di 103 persone. Contrasto all’abusivismo commerciale e al falso made in Italy da parte della Guardia di finanza in Sicilia.

In base al rapporto 2015, sono stati 756 gli interventi ispettivi e mediante lo sviluppo di 269 indagini delegate dall’autorità giudiziaria. I reparti hanno individuato 860 violazioni complessive – tra queste, 79 per abusivismo commerciale – e sequestrato merci illegali di ogni genere (in particolare 2,7 milioni di giocattoli; 1,7 milioni di capi di abbigliamento ed accessori moda; 2,4 milioni di prodotti dell’elettronica; 7 tonnellate di generi alimentari), per un volume d’affari stimato in oltre 141 milioni di euro. Impulso è stato dato al contrasto alle frodi legate ai fallimenti, sviluppato in 363 indagini concluse con la denuncia per “bancarotta” nei confronti di 357 soggetti – di cui 7 arrestati – ed il sequestro di beni, distratti con frode alle procedure per il ristoro dei creditori, per 18 milioni euro. Sono 93 i contesti investigativi in cui, invece, sono state affrontate ipotesi di attività usurarie, riscontrate a carico di 60 persone, 12 delle quali arrestate. Un significativo incremento si è registrato, infine, riguardo al contrasto dei reati connessi all’intermediazione bancaria e finanziaria, con 59 indagini concluse, 67 denunce e il sequestro di beni per oltre 4 milioni euro.

Redazione NewSicilia



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