Soprusi

Picchia la moglie e minaccia di ucciderla per bere e giocare alle slot

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5 mar 2016 - 12:58

PALERMO - Un uomo di 63 anni, L.P.F, venditore ambulante di Palermo, è stato arrestato nella giornata di giovedì sera per tentata estorsione e lesioni personali.

L’accaduto è avvenuto intorno alle 20,30 quando, gli agenti di una volante del nucleo radiomobile, hanno ricevuto una segnalazione telefonica al 112 che riferiva di una lite violenta. Gli agenti, giunti sul luogo, hanno trovato l’uomo che, con il loro arrivo, ha iniziato ad inveire e ad urlare: “…qualche cornuto e sbirro non si fa i cazzi suoi”.

Successivamente è giunta la moglie che, tra le lacrime e la disperazione, invitava i carabinieri ad entrare in casa raccontando una storia di soprusi e violenze. Causa di tutto era l’alcol che, con gli anni, aveva portato il marito a diventare molto violento. 

Le botte, le minacce e le offese erano ormai giornaliere. 

Il declino è arrivato sei anni fa quando la donna aveva iniziato a percepire una piccola pensione d’invalidità di cui l’uomo si impossessava per poi spendere i soldi con alcol, slot machine e gratta e vinci. 

I carabinieri, entrati in casa, hanno potuto immaginare lo scenario che, pochi minuti prima, si era consumato tra le mura domestiche: cocci di vetro rotti, cibo riverso sui mobili e sul pavimento. 

Sempre secondo quanto raccontato dalla moglie, quella sera il marito le aveva ripetutamente chiesto 100 euro per sperperarli con i suoi soliti vizi. All’ennesimo rifiuto della vittima, il palermitano, si è inferocito lanciandole contro una fruttiera in vetro insieme ad altri suppellettili colpendola così più volte. L’uomo minacciava di ucciderla con un coltello da cucina preso poco prima e, puntandoglielo contro il fianco, teneva nell’altra mano un cacciavite che veniva spinto con forza nel torace, urlando: “Se non mi dai i soldi questa volta ti ammazzo davvero”.

La vittima, riuscita a liberarsi, si è chiusa a chiave in bagno e, mentre chiedeva aiuto, il marito tentava di aprire la porta, gridando: “E’ inutile che hai chiamato i carabinieri perchè loro lo sai cosa mi fanno? Posso solo….”

Di conseguenza, l’uomo, come disposto da Autorità Giudiziaria, è stato tratto in arresto e sottoposto al giudizio con il rito direttissima conclusosi con la convalida dell’arresto presso il carcere “Pagliarelli”. 

Rossana Nicolosi



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