Intervista

Piazza Armerina, sindaco Miroddi incontra Calcagno: “Certe cose non si possono dimenticare…”

calcagno
12 mar 2016 - 06:39

PIAZZA ARMERINA - Ha incontrato Filippo Calcagno, nella sua casa di Piazza Armerina, il sindaco Filippo Miroddi che, in una intervista, ci racconta l’emozione dell’incontro con l’amico di sempre.

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“Ci siamo incontrati due giorni fa, nella sua abitazione. Mi ha accolto con grande emozione e, ancora toccato, mi ha raccontato di quella terribile esperienza”: inizia così il primo cittadino di Piazza Armerina a raccontarci l’incontro con Filippo Calcagno. 

Siamo amici da sempre, non siamo solo conoscenti. Eravamo vicini di casa, la moglie lavorava in una farmacia del paese e spesso ci fermavamo a chiacchierare. Poi Filippo ha deciso di partire per quella che si è rivelata una delle esperienze più brutte della sua vita”. 

È stato intervistato tante, troppe volte, Calcagno, che sempre con forte emozione ha raccontato dell’agonia di quel rapimento. 

“È stato rinchiuso in un bunker in condizioni pessime: gli buttavano il cibo a terra; è riuscito ad andare in bagno soltanto dopo 47 giorni e - continua il sindaco – durante il racconto è scoppiato a piangere due volte”. 

Nessun festeggiamento per l’ostaggio dell’Isis, soltanto un bentornato tra intimi: Miroddi ci spiega come, da psichiatra, “certe cose non si possono dimenticare…”

Intanto, Calcagno, che è uno dei due sopravvissuti insieme a Gino Pollicardo, non smette di pensare ai due compagni uccisi. Proprio ieri si sono svolti i funerali di Salvatore Failla e lui era presente. In chiesa è entrato da una porta laterale, per non passare tra la folla, si è seduto accanto alla vedova e ha deciso di non pronunciare parola. 

In molti, alla fine della cerimonia funebre, hanno cercato di strappargli qualche ricordo ma lui, con voce rotta, è riuscito soltanto a dire “…basta. Di ricordi penso di avervene già regalati abbastanza“. 

Ed è proprio così, di ricordi, momenti e attimi, Calcagno, ne ha raccontati tanti. Adesso è il momento di lasciar metabolizzare l’ennese e lasciargli il tempo e la voglia di ricominciare anche se non sarà facile perchè, si sa, certe esperienze cambiano la vita. Per sempre. 

 

Rossana Nicolosi



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