Incidente diplomatico

Peschereccio “Airone” giunto in porto

peschereccio
19 apr 2015 - 10:10

 MAZZARA DEL VALLO - Quindici minuti dopo la mezzanotte è approdato al molo Uno del porto nuovo di Mazara del Vallo il peschereccio Airone, con sette uomini d’equipaggio a bordo, sfuggito a un tentativo di sequestro a una trentina di miglia dalle coste libiche la mattina di venerdì scorso.

L’imbarcazione è stata accolta da un nutrito gruppo di mazaresi, presenti anche le mogli del comandante Giuseppe Figuccia del capo tecnico Mario Salvato, che in un primo momento erano rimaste fuori dai cancelli presidiati dalle forze dell’ordine.

L’equipaggio sarà subito condotto nei locali della Capitaneria di porto per essere interrogato dal Pm della Procura di Marsala che sulla vicenda ha aperto un’inchiesta.

Fuori dai cancelli c’è anche il vescovo di Mazara del Vallo, Domenico Mogavero, mentre al sindaco Nicola Cristaldi è stato consentito di entrare insieme ai familiari.

Poco prima il sindaco aveva lamentato le condizioni del porto rimasto al buio perchè la Regione siciliana non ha i soldi per l’impianto di illuminazione e non consente al Comune di realizzarlo perchè non è di propria competenza.

Qualche voce di protesta sulle condizioni del porto di Mazara del Vallo, prima marineria d’Italia, si è sollevata anche tra le persone in attesa dietro i cancelli. 

Una parte dell’ inchiesta sul tentativo di sequestro del peschereccio di Mazara del Vallo “Airone” davanti alle coste libiche è stata avviata dalla Procura di Catania con l’ipotesi di sequestro di persona e violenza privata.

L’altra indagine spetta alla Procura di Marsala. I magistrati etnei sono stati i primi ad iscrivere la vicenda, ancor prima che si sapesse dove il peschereccio sarebbe approdato. E’ evidente, fanno notare gli inquirenti, che dovrà esserci un coordinamento tra le due Procure. 

“Il rimorchiatore libico era armato di tutto punto: ho visto mitragliatrici, due cannoni e casse in ferro con le munizioni”. Lo dice Angelo Figuccia, il comandante del peschereccio Airone. “Quando il militare di Misurata è salito a bordo della nostra barca – ha aggiunto – l’impresa è stata salutata con lunghi suoni di tromba e con segni di vittoria da parte dell’equipaggio del rimorchiatore, sul quale ho visto dieci persone in divisa militare e cinque in borghese. Era un sequestro in piena regola”.

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Redazione NewSicilia



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