Sequestro

Pescherecci sequestrati: presentato un esposto a Catania e Siracusa

Guardia costiera Riposto
Guardia costiera Riposto
19 gen 2015 - 09:32

CATANIA –  C’è preoccupazione per la sorte degli equipaggi dei due pescherecci italiani, il Jonathan di Siracusa e l’Alba chiara di Cagliari ma di stanza a Riposto (Catania), sequestrati in Egitto.

La notizia è stata confermata dalla Farnesina. Pare che le autorità locali stiano valutando la posizione dei componenti gli equipaggi. La notizia del sequestro, diffusa da motopesca presenti nello stesso tratto di mare in cui si trovavano i pescherecci, è stata inoltre confermata dai familiari dei sequestrati. L’ambasciata italiana al Cairo sta seguendo la vicenda con la massima attenzione.

Intano si è saputo che i tredici componenti gli equipaggi dei pescherecci siciliani fermati ieri da autorità egiziane sono trattenuti ad Alessandria. Lo ha reso  noto il presidente regionale dell’associazione dei pescatori marittimi professionali di Catania, Fabio Micalizzi, ribadendo che l’”Alba chiara” e il “Jonathan” “erano in acque internazionali, come dimostra la strumentazione satellitare di bordo”. Micalizzi annuncia la presentazione di un esposto alle Procure di Catania e Siracusa per “abuso di potere”.

All’equipaggio, secondo il racconto dei familiari, sono stati sequestrai i telefoni cellulari. Hanno solo avuto il tempo di avvisare i parenti a casa e poi più nulla.  Secondo i rappresentanti dei pescatori quello delle autorità egiziane appare un intervento inspiegabile considerato che  i pescherecci si trovavano in acque internazionali ed erano lì  alla ricerca di pescespada con ami di superficie, assieme a tanti altri pescherecci nella stessa zona.

Sul sequestro è intervenuto il ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina che si è detto sicuro di una positiva “soluzione rapidissima”  “Credo che nel giro di pochissimo si risolverà la situazione”, ha detto il ministro a margine di una sua visita ufficiale al Cairo. “Abbiamo lavorato con le autorità competenti egiziane e con l’ambasciata. Confido in una soluzione rapidissima”.

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Erika Pinieri



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