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Pesca abusiva: sequestrati tre km di reti e due barche

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11 apr 2015 - 10:55

PORTO EMPEDOCLE – Quasi tre km di reti e due barche sequestrate. È il bilancio dell’operazione contro la pesca abusiva condotta dalla Capitaneria di Porto – Guardia Costiera, in maniera congiunta con Vigili del Fuoco e Polizia di Stato a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento.

Si tratta del più ingente sequestro di attrezzi per la pesca abusiva operato nell’ultimo anno e mezzo nel territorio del circondario marittimo di Porto Empedocle.

Poco dopo l’alba di venerdì militari della Capitaneria di Porto, in servizio di vigilanza in abiti borghesi lungo il litorale empedoclino, hanno avvistato alcuni natanti privi di segni identificativi (e pertanto non in possesso di licenza di pesca) intenti a calare le proprie reti a circa 30-40 metri dalla spiaggia.

La sala operativa della Capitaneria di Porto ha allertato la motovedetta CP 527 della Guardia Costiera, al cui arrivo i natanti si sono dati alla fuga sotto costa, approfittando dei bassi fondali che rendevano impossibile l’avvicinamento della motovedetta e abbandonando sul posto gli attrezzi da pesca (peraltro privi di regolari segnalazioni, quindi pericolosi anche sotto il profilo della sicurezza della navigazione e della tutela della pubblica incolumità).

Su richiesta della Sala Operativa un gommone dei Vigili del Fuoco si è subito recato in zona per coadiuvare la Guardia Costiera nel recupero di tre reti da posta di tipo tremaglio (munite di galleggianti, piombi e relativi gavitelli), in cattivo stato d’uso, di circa 800/900 metri ciascuna, per una lunghezza totale di circa 3 km.

Poste sotto sequestro amministrativo dalla Capitaneria di Porto e depositate in magazzino in attesa del provvedimento definitivo di confisca e del successivo avvio a distruzione e smaltimento in discarica autorizzata.

I proprietari, se identificati, rischiano una sanzione da 2.000 a 12.000 euro.

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Redazione NewSicilia



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