Indagini

Perquisizioni durante la notte nello studio Cappellani e nella cancelleria della Saguto. Luci puntate su gestione beni confiscati

Silvana Saguto, procura di Caltanissetta
Silvana Saguto, procura di Palermo
10 set 2015 - 11:01

PALERMO – Sono proseguite fino alla tarda serata di ieri le perquisizioni degli uomini della Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Palermo nello studio dell’avvocato Gaetano Cappellano Seminara.

Il legale è indagato nell’ambito dell’inchiesta che vede coinvolta anche Silvana Saguto, la presidente della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo e il marito, Lorenzo Caramma.

Ieri, per tutta la giornata, sono state effettuate perquisizioni anche a Palazzo di giustizia e nella cancelleria della Presidente Saguto che si dice “estranea” alla vicenda e ha chiesto di essere subito ascoltata per fugare ogni ombra sulla sua reputazione.

Ma le lenti degli investigatori continuano ad essere puntate sulla gestione dei beni sequestrati e confiscati alla mafia.

Intanto il presidente del tribunale di Palermo, Salvatore Di Vitale “fin dal proprio insediamento avvenuto lo scorso 15 maggio ha iniziato a svolgere accertamenti sull’attività della Sezione Misure di Prevenzione del tribunale di Palermo, richiedendo al presidente della Sezione i necessari dati conoscitivi”. È quanto si legge in una nota diramata dalla stessa presidenza del tribunale, in merito all’inchiesta della procura di Caltanissetta che vede indagata, con l’accusa di corruzione, concussione per induzione e abuso d’ufficio, proprio la Saguto.

“Preso, peraltro, atto dei provvedimenti adottati dalla procura della Repubblica di Caltanissetta e ritenuto che, nonostante la complessa interlocuzione con il presidente della Sezione, non sono ancora pervenuti i dati richiesti nella loro completezza, ha emesso, in data odierna, un provvedimento con il quale ha disposto una diretta e definitiva verifica – si legge ancora nella nota diffusa da Di Vitale – Tutti i dati emersi fino a questo momento sono stati comunicati al Csm e al Ministero”. 

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Redazione NewSicilia



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