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Da perfetti sconosciuti a pilastro di “Cosa Nostra”: la storia della famiglia Nizza

palazzo di cemento e famiglia nizza
16 gen 2017 - 12:30

CATANIA - In seguito all’arresto di Andrea Luca Nizza, avvenuto nella notte tra sabato e domenica durante un blitz carabinieri del comando provinciale di Catania, è stato inflitto l’ennesimo colpo alla famiglia dei Nizza, già decimata negli ultimi anni da alcuni arresti illustri.

La famiglia dei Nizza è composta, infatti, da ben 5 fratelliGiovanni, Fabrizio, Salvatore, Andrea e Daniele. Al momento sono tutti arrestati per affiliazionie mafiosa a causa di alcuni provvedimenti emanati negli ultimi anni.

I Nizza hanno cominciato a far parte della malavita catanese nel lontano 2006 quando, da perfetti sconosciuti radicati nel quartiere popolare di Librino, sono divenuti via via uno dei pilastri più importanti di “Cosa nostra” catanese creando un’intensa sinergia con il clan Santapaola.

Nel giro di pochi anni i Nizza sono riusciti a creare importanti diramazioni nelle zone di San Cristoforo e San Giovanni Galermo, prendendo di fatto il predominio sull’assegnazione delle piazze di spaccio presenti nel territorio catanese.

Nel giugno del 2008 due dei fratelli Nizza (Fabrizio e Daniele) vengono dichiarati uomini d’onore davanti all’ex rappresentante provinciale di Cosa nostra, Enzo Aiello, poi condannato all’ergastolo nel 2014.

Tra il 2011 ed il 2012 i fratelli Nizza mettono a segno numerose rapine in alcune ville terrorizzando per mesi gli abitanti dell’hinterland catanese. Le rapine sfociano in vari arresti nella famiglia, tra cui il più importante è quello di Fabrizio Nizza, avvenuto nel 2012.

Ed è stato proprio Fabrizio Nizza a permettere ai carabinieri di far luce sulle vicende criminose della famiglia, diventando nel 2014 un collaboratore di giustizia ed accusando il fratello Andrea dell’omicidio di Lorenzo Saitta, detto “u scheletru”, ucciso nel lontano 2006.

A seguito dell’arresto dei fratelli, al vertice della famiglia sale Andrea Nizza che, da quel momento, diventa irrintracciabile. La sua latitanza inizia concretamente l’11 dicembre 2014, quando gli viene inflitta la prima di una serie di condanne a sei anni e otto mesi di reclusione rendendolo di fatto uno dei 100 latitanti più pericolosi d’Italia.

Secondo i vari collaboratori di giustizia, tra cui il fratello Fabrizio, Andrea Nizza controlla ancora oggi il traffico di stupefacenti e di armi potentissime nel territorio etneo. Un traffico illegale che molto spesso parte dalle coste dell‘Albania dove l’ormai ex latitante disponeva di un ingente numero di agganci.

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Redazione NewSicilia



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