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Per tre giorni 1500 aspiranti avvocati al Palanesima di Catania

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17 dic 2015 - 17:39

CATANIA - 15, 16 e 17 dicembre 2015, tre date che potrebbero sembrarci normali ma che non lo sono per 1500 aspiranti avvocati che al Palenesima hanno affrontato la fatidica prova per diventare procuratori.

I candidati hanno dovuto svolgere prove in materia civilepenale, potendo scegliere, per ciascuna prova, tra due quesiti, che cercheremo di riassumere e semplificare.

Per il diritto civile nella prima prova si parla di un uomo con due figli che morendo, lascia solo un immobile dal valore di 90mila euro. Quand’era ancora in vita però aveva donato 250mila euro ad un figlio e 90 ad un amico. L’altro ragazzo, quindi, trovando lavoro nei pressi della casa del defunto padre, si stanzia lì, e corre da un avvocato (il candidato) ritenendo che i suoi diritti siano stati lesi dalla donazione del padre.

Nella seconda prova troviamo invece un imprenditore a cui viene proposta una polizza assicurativa per la responsabilità professionale che, oltre a dover coprire tutte le richieste di risarcimento per il periodo in cui è assicurato, avrebbe dovuto salvaguardarlo anche da quelle precedenti. L’imprenditore viene accusato di illecito professionale e condannato in primo grado a risarcire i danni, senza tener conto dell’assicurazione, che, dice il giudice,  “dovrebbe riguardare solo eventi futuri e quindi incerti“. Il nostro uomo ricorre quindi ad un avvocato spiegandogli che al momento della stipula del contratto non era a conoscenza dell’illecito di cui accusato. L’esaminato ha dovuto quindi prendere le vesti dell’imprenditore, scrivere un testo con le questioni del caso in esame. 

Ieri invece si è passati al diritto penale, sempre suddiviso in due prove, sempre a scelta.

Nella prima prova abbiamo due uomini in macchina; il guidatore preme troppo sull’acceleratore e va a sbattere contro un albero, causando al compagno diverse fratture. L’uomo viene quindi operato, ma il medico utilizza delle viti troppo lunghe che causano delle emorragie. Il malcapitato va quindi sottoposto a delle trasfusioni, che risulteranno però fatali: il medico sbaglia gruppo sanguigno. Il guidatore si reca quindi da un avvocato (il candidato) per sapere quante e quali colpe ha in questa situazione. 

Nella seconda troviamo invece un usuraio che presta ad un uomo, in difficile situazione economica, 20mila euro. Come spesso accade però la vittima dell’usura non è in grado di estinguere il debito e viene quindi  malmenato da due scagnozzi che gli causano diverse fratture ed un ricovero in ospedale. Il candidato ha dovuto immedesimarsi nella parte dell’avvocato dei due colpevoli. 

Oggi, nel pomeriggio, si è conclusa la terza ed ultima prova scritta e i candidati hanno potuto scegliere tra diritto privato, penale ed amministrativo. 

Risulta veramente difficile mettere nero su bianco le sensazioni provate dai 1500 aspiranti avvocato al Palanesima durante le 7 ore di esami, e soprattutto quelle che proveranno nei sei mesi che li separano dal verdetto finale. 

 

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Redazione NewSicilia



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