Indecenza

Per Bianco i catanesi sono “munnizza”. Il bus si aspetta in mezzo alla spazzatura

Il bus si aspetta in mezzo alla spazzattura
11 ago 2016 - 06:06

CATANIA – Munnizza. Spazzatura. Rifiuti da buttare nei cassonetti. Non sappiamo se in quello per l’umido o se in un altro tipo di differenziata. Di certo, MUNNIZZA. Ecco cosa sono i cittadini per Enzo Bianco, per la sua Giunta, per i dirigenti che non vigilano su chi si permette di compiere quel che vi documentiamo. Ecco le foto che sintetizzano quanto abbiamo scoperto in una giornata di sole, in via Acquicella Porto, mentre ci recavamo al litorale della Playa, mentre percorrevamo quelle strade condivise da centinaia di cittadini catanesi come noi, dai turisti che si avventurano nella Catania verace, da chi spulciando nelle guide cerca quelle trattorie caratteristiche che si raggiungono anche passando da qui, da dove si sfocia sulla rotonda da affrontare per raggiungere i lidi balneari o l’aerea portuale o l’aeroporto o il centro storico. Et voilà.

Il bus si aspetta in mezzo alla spazzattura Il bus si aspetta in mezzo alla spazzattura

Non ci abbiamo creduto subito. Il caldo potrebbe fare brutti scherzi. Così, appena possibile, abbiamo fatto inversione di marcia ed abbiamo osservato con più attenzione. Lo scandalo non è soltanto il nauseante cumulo di rifiuti ancora accatastato in pieno giorno, che già basterebbe per avere una ulteriore conferma della vergognosa amministrazione cittadina, nelle zone periferiche capace di manifestare al meglio cosa si cela dietro sorrisi e slogan, cioè quella micidiale miscela di snobismo e opportunismo che la contraddistingue.

Forse siete talmente assuefatti a quel che si subisce giorno dopo giorno, giorno dopo giorno, giorno dopo giorno, da non fare caso ad un dettaglio. Quella che si vede conficcata in mezzo alla spazzatura è una fermata dell’Amt, dell’Azienda Municipale Trasporti. Insomma, chi non ha a disposizione mezzi per muoversi in città dovrebbe attendere lì il passaggio dell’autobus. Ecco il dettaglio della fermata.

Il bus si aspetta in mezzo alla spazzattura Il bus si aspetta in mezzo alla spazzattura

Munnizza. I cittadini sono munnizza. I cassonetti sono stati piazzati alla fermata dell’autobus. Ma come si può? A Catania si può. Avviene. È lì, sonoro e doloroso come un potente ceffone in pieno volto, come una risata sguaiata da bulletto che deride la vittima, che non sa o non può difendersi. Immaginate per un attimo di essere costretti a dovere attendere l’autobus nelle condizioni che vi mostriamo. Magari siete anziani soli o donne con il vostro bambino o dipendenti che devono raggiungere il posto di lavoro o semplicemente avete voglia di andare da qualche parte. Il mezzo che arriverà chissà quando per le ataviche problematiche che riguardano la mobilità pubblica dovreste attenderlo ad almeno una cinquantina di metri dalla fermata. Ci siamo stati lì accanto per il tempo necessario a scattare le foto: vi assicuriamo che la puzza era insopportabile. Per non parlare del resto, l’assenza di una pensilina, di una panca sulla quale attendere comodamente. Desolazione. È quel che abbiamo percepito. Acuta, fastidiosa desolazione. E non è un caso quello che vi abbiamo mostrato. Non ci stiamo accanendo su quel che potrebbe essere derubricato come episodio, come errore casuale grossolano. No. NO. Perché in via Adamo la storia, la storiaccia si ripete. Ecco altre cartoline fresche di stampa. Saluti da Catania.

Il bus si aspetta in mezzo alla spazzattura Il bus si aspetta in mezzo alla spazzattura

La campana per il vetro piazzata ad un’altra fermata dell’Amt. Soltanto la campana. Al resto ci pensa l’inciviltà di chi non si sforza di cercare un cassonetto. Ma la campana per i rifiuti è stata piazzata là, dove c’è la fermata e dove ci sono anche le strisce pedonali. Insomma, il trionfo dell’indecenza. E l’indecenza è diseducativa. Se chi amministra diffonde indecenza, il gesto incivile di lasciare il sacchetto della spazzatura dove non si dovrebbe è l’effetto, la conseguenza, il prodotto. Munnizza. Sì, ecco cosa sono i cittadini per il Comune di Catania. Il resto è effetto. Conseguenza. Prodotto. E acuta, inaccettabile desolazione.

Alessandro Sofia

Redazione NewSicilia



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