Difficoltà

La pensione non basta per pagare il mutuo della casa e la banca gli nega la riduzione della rata

anziani
5 feb 2016 - 13:15

CATANIA - Una pensione da 1150 euro e una rata mensile per l’acquisto della prima casa da 692 euro.

Una situazione di disagio in grado di provocare ansia e sconforto a chiunque, specie se le condizioni di salute non consentono di fare qualche lavoretto occasionale per “arrotondare”.

Sono queste le condizioni in cui versa un settantenne catanese che, dovendo fare i conti con un mutuo ipotecario contratto nel 2008, aveva chiesto al’istituto di credito, lo scorso marzo, che gli venisse ricalcolata la rata e che venisse rinegoziato il contratto riducendo il canone a circa 400 euro.

Niente di più lecito se considerato che esistono specifiche norme e direttive ABI che consentono proprio il ricalcolo della rata per ragioni di difficoltà economica del cliente, che come in questo caso è costretto a fare “salti mortali” per sbarcare il lunario.

“Il pensionato, disperato per timore della revoca del mutuo e di tutte le conseguenze che ne deriverebbero, si è rivolto a noi di Confedercontribuenti per essere assistito – informa il presidente nazionale Carmelo Finocchiaro -. Non comprendiamo la motivazione del direttore dell’Istituto di credito che, nonostante la disponibilità ad onorare il debito, preferisca mandare in sofferenza e intraprendere procedure esecutive che portano solo ad aumentare lo stato di agitazione e malessere del cliente”.

Ancora Finocchiaro: “Aspetteremo un paio di giorni per un incontro risolutivo alla direzione generale del Credito Siciliano. Altrimenti ci rivolgeremo a tutte le Autorità competenti al fine di tutelare il nostro associato a cui abbiamo impedito che si rivolgesse all’usura criminale”.

“In molti purtroppo – concludono Finocchiaro e Franca Decandia, coordinatrice nazionale Confedercontibuenti-ANVU -, a causa delle banche poco collaborative, cadono nel vortice interminabile dell’usura criminale che porta inevitabilmente alla perdita dei beni e soprattutto della dignità umana”.

Marco Bua



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