Protesta

Parco Scientifico e Tecnologico di Sicilia: azzerati i precari storici

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26 gen 2015 - 10:29

CATANIA -  Dopo anni di precariato da ieri sono a casa, senza più un lavoro. E così stamattina,  i 20 ricercatori del Parco scientifico e tecnologico della Sicilia, fiore all’ occhiello della regione, sono scesi in strada coi loro camici bianchi e sotto la prefettura hanno dato vita ad un sit – in di protesta.  Con loro in prima fila il sindacato della Uil tucs. Fischietti, bandiere e striscioni. “La mala politica in Sicilia – denunciano i lavoratori in una lettera – alimenta il precariato e favorisce la fuga dei cervelli”.

E così dopo i ricercatori della Myrmex, il nostro territorio rischia di perdere altre eccellenze.  Da ieri  infatti venti dipendenti su ventotto del Parco Scientifico e Tecnologico di Sicilia sono disoccupati. E a tre il contratto scadrà ad aprile.

“Il Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia è una società privata per azioni partecipata dalla Regione Siciliana e da vari centri di ricerca e imprese che operano in diversi settori dell’economia, con sede alla zona industriale, esistente da oltre 10 anni. Il Parco Scientifico si è distinto nel corso della sua esistenza per le importanti scoperte compiute nel settore della ricerca agraria e agrumicola ed ha sempre avuto bilanci in attivo, forse unica realtà fra le partecipate siciliane che non ha fatto ricorso ai soldi della regione, spiega il sindacato”.

“Malgrado ciò sono stati licenziati 20 lavoratori – spiega Sergio Romano segretario provinciale Uil tucs poco prima di salire in prefettura – che fin dalla nascita del Parco hanno, con passione e scrupolo nel loro lavoro, contribuito a creare innovazione in Sicilia, come ben poche altre realtà istituite dalla mano pubblica regionale”.

Aggiunge Romano,  “Il Parco ha giustificato tale presa di posizione motivando che a causa di una legge Regionale non possono essere fatte assunzioni ma, nel frattempo, lo stesso Ente ha avvitato le selezione per l’assunzione di nuovi precari”.

In via etnea il clima è teso tra chi oggi non ha più una certezza per il futuro. “Non è un problema di risorseci dicono i ricercatori – il parco rappresenta una struttura di successo nel panorama dei parchi scientifici nazionali. Nessuno di noi e stato a carico del bilancio regionale ma tutti a carico dei progetti su cui eravamo impegnati. Attività che hanno generato negli anni brevetti, competenze e servizi per il territorio, dalla biologia marina alla biomedicina e allo sviluppo rurale”.

In tarda mattinata una delegazione di lavoratori insieme al sindacato è stato ricevuto dal viceprefetto  Ester Libertini. “Abbiamo chiesto e ottenuto l’impegno dalla Prefettura - riferisce Romano al termine dell’incontro - per la convocazione di una riunione con tutte le parti interessate, compresi i rappresentanti del governo siciliano”.

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Mariangela Scandurra



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