Convegno

Parchi regionali chiedono sinergia con aree protette

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3 apr 2015 - 20:22

CATANIA - Costruire una rete sinergica tra i parchi regionali e le aree protette è il tema principale dell’atteso confronto di stamani tenuto e promosso dal Parco dell’Etna, dal suo presidente Marisa Mazzaglia, con la partecipazione di illustri ospiti e rappresentanti del governo regionale.

Relatori del convegno “Parchi come si cambia: verso la riforma delle aree protette siciliane” l’assessore regionale Territorio e Ambiente, Maurizio Croce; Antonio Malafarina, vice presidente IV Commissione ARS Ambiente e Territorio; Giampiero Sammuri, presidente Federparchi; Antonio Ragonesi, responsabile area politiche ambientali, territorio e protezione civile ANCI; Nino Borzì, Sindaco di Nicolosi; Paolo Amenta, vice presidente ANCI Sicilia; coordinati nel dibattito da Giuseppe Cicala, consulente programmazione dell’assessorato regionale Territorio e Ambiente.

Introduce il confronto Nino Borzì, sindaco di Nicolosi, sede del Parco dell’Etna, che guarda alla riforma in un’ottica generale: “I comuni che fanno parte del Parco dell’Etna, e delle altre aree in esame, potranno trarre un sicuro giovamento da un’organizzazione precisa che sburocratizza gli enti, liberandoli da una paralisi nella quale versano da tempo, permettendo anche una progettazione concreta nei territori comprendenti i patrimoni naturalistici evidenziati”.

Il presidente del Parco dell’Etna, Marisa Mazzaglia, approfondisce gli obiettivi del convegno: “Attraverso un momento di confronto, con tutti gli attori implicati nella discussione che interessa l’Ars in merito alla legge regionale sui parchi, ci si prepara a sostenere un processo di modernizzazione che porterà alla rielaborazione della normativa sulle aree protette della nostra regione”. L’intento è quello di riformare la normativa esistente, armonizzarla con quanto previsto dai testi europei e nazionali, “per imprimere e rinvigorire lo spirito di conservazione e di tutela del patrimonio ambientale, come cardine e guida della legge, accostandolo ad un altro importante elemento che è quello dello sviluppo e della programmazione” conclude il presidente.

Con questa riforma infatti si vuole iniziare un’interazione feconda e costante con organismi inerenti il governo e le dirigenze dei parchi, in un sistema unitario che monitora e programma le iniziative, assegnando alla Regione un ruolo strategico, di controllo e indirizzo. Una cabina di regia all’interno dell’assessorato competente per istituire una governance produttiva e rispondente alle esigenze dei luoghi, che disciplini con certezza i confini dei parchi e delle aree, le zone e le attività consentite, che semplifichi le questioni amministrative e velocizzi l’operato, oltre che sorregga e partecipi all’economia dei territori, in ambito turistico, della ristorazione, dell’artigianato e dell’agricoltura.

È necessario uniformarsi alle leggi già in vigore in Europa, è il momento per aggiornare tutte le normative” così il presidente di Federparchi interviene al dibattito, “è già partito un procedimento di modifica della legge nazionale sui parchi n.394/91 per la quale il comparto si sta muovendo concretamente”.

L’assessore regionale Territorio e Ambiente, Maurizio Croce, precisa che “il testo di riforma è attualmente in quarta commissione, in un momento di valutazione, al fine di comprendere se è opportuno riscrivere integralmente la legge quadro siciliana sulle aree protette, che risale ormai al 1981, o aggiornarla in qualche passaggio, anche perché in Italia ce la riconoscono tra le migliori. Puntiamo sullo sviluppo dei territori, del turismo, avvalendoci anche di una programmazione sinergica con altri assessorati per la valorizzazione e la promozione dei siti patrimonio UNESCO e delle aree protette”.

Presenta e sintetizza il testo di legge il vice presidente della IV commissione ARS Malafarina, che sviscera le criticità dei parchi finora riscontrate, quali una lentezza burocratica in un sistema parchi poco coeso: “L’intenzione principale è quella di dare all’assessorato una funzione di responsabilità e coordinamento delle aree, che possa rilanciare l’economia dei territori attraverso le bellezze di cui si dispone, dando delle regole precise che finora non esistevano, semplificando l’attività ammnistrativa e traendo anche un sostentamento concreto”.

Oltre un centinaio gli articoli della legge, che vuole rilanciare l’ambiente e lo sviluppo ecosostenibile, promuovendo dei nuovi strumenti di fruizione e gestione delle aree. Obiettivo ambito e assai condiviso dagli ospiti è quello di “unire i parchi e portarli al mondo” come ha concluso il suo intervento Paolo Amenta, vice presidente ANCI Sicilia.

Mavie Fesco

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Redazione NewSicilia



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