Omicidio

Panarello: “Non credo più nella giustizia italiana”. Settimana decisiva per le indagini

Veronica Panarello
Veronica Panarello
25 gen 2015 - 11:19

RAGUSA – “Hanno arrestato una innocente perché non hanno ancora trovato il vero colpevole”. Si scaglia contro la giustizia italiana Veronica Panarello, mentre scrive una lettera indirizzata al padre Francesco dietro le sbarre del carcere di Agrigento.

E intanto proprio ieri l’incontro con la madre Carmela Augusta e la zia Antonella Stival che era presente nella sala colloqui insieme con i genitori di Veronica e si è fatta sfuggire alcuni particolari della discussione.

“Hanno parlato della famosa fontana, quella incriminata e citata più volte come accusa a Veronica – ha raccontato – Lei però ha detto alla madre di non ricordarsene e la madre ha risposto “ti ricordi dove abbiamo trovato il cagnolino?” 

Il colloquio, stando sempre a quanto riportato dalla zia, sarebbe proseguito con un “Si dove adesso ci sono i giochini, ma non è la fontana del Mulino. Ci andavamo di tanto in tanto quando finivamo le bottiglie di acqua in casa”

“La madre ha parlato di un passamano, cioè un muro altissimo che viene chiamato così. A quel punto sono intervenuta io - ha concluso Antonella Stival -  dicendo che il passamano non si trova al Mulino ma nei pressi di Fonte Paradiso, cioè un’altra fontana. Madre e figlia, così, hanno chiarito questa questione”.

Sarà dunque una settimana decisiva, ancora nulla trapela dagli investigatori. Le indagini, però, proseguono a ritmo serrato e presto si chiuderà il cerchio che farà luce sulla presenza o meno dei complici.

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Giorgia Mosca



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