Truffa

Palermo, vittima di “phishing” denuncia la propria banca

phishing
5 mar 2015 - 12:41

PALERMO - Lo scorso 27 dicembre ho controllato il conto on line dal mio pc come faccio spesso e mancavano 9.991 euro. Ho pensato a un errore, ho chiuso il collegamento e sono rientrato: quando ho realizzato che mancavano davvero i miei risparmi, mi sono sentito mancare l’aria

Una vicenda che ha come protagonista un uomo palermitano di 41 anni, che, durante lo scorso Natale, è stato vittima di “phishing”, frode on-line sempre più diffusa che consiste nella sottrazione di password, account e informazioni.

L’uomo, resosi conto del furto, si è subito rivolto alla polizia, la quale gli comunicava che la somma sarebbe stata accreditata su una carta prepagata intestata a una donna di Reggio Calabria, correntista presso lo stesso istituto bancario. Soldi accreditati sulla carta e prelevati in contati alcune ore dopo il trasferimento.

Il malcapitato, si è poi rivolto alla sua banca per ottenere il riaccredito della somma, ottenendo però una risposta quasi negativa, dove gli veniva comunicato che avrebbe potuto riottenere solo il 50% della cifra persa, scatenando l’ira della vittima.

Non ho mai lasciato incustodite le mie password, né mi sono collegato da altre postazioniaggiunge l’uomo – e non ho mai risposto a mail nelle quali si chiedeva di fornire dati personali. Per questo ho chiesto alla mia banca il riaccredito della somma: per quel che mi riguarda, posso dimostrare di aver fatto tutto il possibile per mantenere ‘sicuro’ l’accesso on-line al mio conto corrente

Ma la banca, conoscendo bene il tipo di truffa, respinge la richiesta della vittima. Questo tipo di attività illegale, infatti, sfrutta una tecnica di ingegneria sociale, con la quale il malintenzionato effettua un invio massivo di messaggi di posta elettronica che imitano, nell’aspetto e nel contenuto, messaggi legittimi di fornitori di servizi, richiedono di fornire informazioni riservate come, ad esempio, il numero della carta di credito o la password per accedere ad un determinato servizio.

Per questi motivi, l’istituto bancario afferma che la somma è stata “illecitamente sottratta mediante una disposizione fraudolenta e comunica, con una lettera inviata dal direttore dell’ufficio reclami, di aver “posto in essere tutti gli accorgimenti necessari per garantire la sicurezza del sistema informatico e prevenire utilizzi fraudolenti da parte di terzi“.

Inoltre “in considerazione dell’importanza attribuita alla clientela e visti i rapporti di reciproca soddisfazione intrattenuti col correntista, si è ritenuto di accogliere la richiesta di rimborso per il 50 percento della somma addebitata per un importo pari a 4.995 euro“.

L’uomo, rifiutandosi di accettare l’accordo proposto dalla banca, ha infine deciso di rivolgersi ad un legale, per ottenere il rimborso dell’intera somma: “Quel che non capisco è la risposta della banca: se pensano di essere nel giusto e di non avere responsabilità, allora perché mi offrono il 50 percento della somma?

Una vicenda ancora aperta e poco chiara, l’unica cosa certa è la perdita subita dalla vittima.

Commenti

commenti

Giuseppe Correnti



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli Correlati

Lascia un Commento