Sanità

A Palermo seminario sull’importanza della donazione

donazioni
2 nov 2015 - 17:10

PALERMO - Sensibilizzare la popolazione sul tema della donazione: è stato questo l’argomento principale del seminario che ha avuto luogo nei locali di Confindustria Sicilia nell’ambito del piano per la prevenzione e la promozione dei corretti stili di vita del dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico dell’assessorato alla Salute della Regione siciliana.

È da qui che parte l’evoluzione e il buon funzionamento del sistema sanitario, dalla coscienza dei cittadini che vogliono contribuire alla sua efficienza, diventando donatori di sangue, di organi e di cellule staminali.

Dopo i saluti portati da Milvia Gjomarkaj, responsabile dell’unità operativa “Comunicazione” dell’assessorato regionale alla Salute, è iniziato il confronto tra gli esperti su questo punto nodale della sanità moderna.

“La capacità di promuovere la donazione di organi, è strettamente legata all’efficienza del sistema sanitario ed al modo in cui il medesimo sistema viene percepito dalla popolazione – dice Vito Sparacino coordinatore del Centro regionale trapianti -. La donazione degli organi dipende da due fattori: uno è l’efficienza l’altro è la propensione della popolazione a dire si alla donazione degli organi. L’uno senza l’altro non funziona. Per promuovere la donazione occorre rendere più efficiente il sistema e informare correttamente la popolazione sul fato che il prelievo degli organi avviene soltanto quando il decesso è accertato senza alcun dubbio”.

I cittadini devono essere invogliati alla donazione prima di tutto dalla qualità e dalla sicurezza del servizio, argomento largamente trattato da Maria Ventura, dirigente responsabile dell’UOB 16 che si occupa di Piano del sangue regionale e autorizzazioni trasfusionali.

È forse proprio grazie al miglioramento del servizio che, sul fronte della donazione del sangue, la Sicilia ha ottenuto, ultimamente, importanti traguardi, punto di partenza per un’ulteriore incremento. 

incontro donazioni“La Sicilia ha raggiunto un livello di raccolta che ci permette di considerare la situazione in equilibrio con le esigenze - afferma Attilio Mele, dirigente responsabile del servizio trasfusionale del Dasoe – ma non possiamo fermarci a questo. Tutti i centri che operano nel settore trasfusionale dai reparti ospedalieri fino ai centri di raccolta sangue itineranti sono oggi soggetti all’accreditamento in base a regole europee che abbiamo recepito con precise norme. Occorre proseguire sulla strada intrapresa nel rispetto delle regole e nella raccolta del sangue e nella produzione di emoderivati perché con il crescere della medicina crescono anche le esigenze e la Sicilia deve farsi trovare pronta”.

Ancora delicato è, invece, il tema della donazione delle cellule staminali e del midollo osseo, ancora recente e poco approfondito in Sicilia. In realtà l’argomento appare più complesso di quanto è. “In pratica – dice Raimondo Marcenò, direttore dell’unità operativa di medicina trasfusionale ospedali riuniti Villa Sofia Cervello – il percorso è più impegnativo ma analogo a quello della raccolta del sangue. Alla base c’è il cuore del donatore. Attraverso le associazioni di donatori si  può portare sempre il maggior numero di donatori abituali ad aderire anche al progetto midollo osseo. È un percorso semplice a dirsi ma più complesso da portare avanti di quanto non appaia. Questo processo lo abbiamo iniziato da poco in Sicilia prevedendo che si creino i poli di reclutamento attraverso i centri trasfusionali e attraverso loro si effettui la tipizzazione per verificare le compatibilità. Donare è possibile fino a 55 anni ma si tende a inserire donatori giovani al di sotto dei 35 anni per gli elevati costi di tipizzazione. In questo modo il sistema si garantisce donatori con maggiori probabilità di utilizzo all’esigenza”.

 

 

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Redazione NewSicilia



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