Commemorazione

Palermo ricorda Gaetano Costa, procuratore capo ucciso dalla mafia

palermo mafia
5 ago 2015 - 12:27

PALERMO - La città di Palermo ricorderà domani, giovedì 6 agosto, Gaetano Costa. L’uomo, procuratore capo della città, fu ucciso presumibilmente dalla mafia, 35 anni fa. La chiesa di San Giovanni dei Napoletani ospiterà una messa in suffragio di Gaetano Costa e, alle 11 dello stesso giorno, una corona di fiori verrà depositata davanti alla lapide che si erge in via Cavour e che la cittadinanza e le istituzioni hanno costruito in memoria del procuratore capo. Alla cerimonia della deposizione della corona di fiori saranno ovviamente presenti i familiari della vittima, nonché le massime autorità militari e civili. 

Erano le 19.30 del 6 agosto 1980 e Gaetano Costa, mandati a casa gli uomini della scorta, percorreva la centralissima via Cavour. A fine tragitto avrebbe raggiunto la sua abitazione, intanto però si concedeva qualche momento di svago sostando davanti ad una bancarella di libri. E’ proprio qui che, offrendo inconsapevolmente le spalle al suo assassino, Gaetano Costa venne colpito da 3 proiettili. Per le strade di diffuse il panico: tutti compresero che l’omicidio del procuratore capo di Palermo non poteva che essere classificato come delitto di mafia. Ad oggi però nessuno, nonostante i fascicoli e le indagini, è riuscito a risalire all’esecutore materiale dell’assassinio.

A lasciar comunque supporre che la morte di Gaetano Costa potesse in qualche modo configurarsi come un delitto di mafia, concorrono vari dettagli: innanzitutto, ovviamente, la professione della vittima. In secondo luogo, informazione non certo trascurabile, il provvedimento firmato dal procuratore capo di Palermo che, in data 8 maggio 1980, autorizzava le forze dell’ordine ad arrestare 55 mafiosi, tra cui Rosario Spatola. Gli uomini, almeno a parere del magistrato, erano in qualche modo coinvolti nell’omicidio di Emanuele Basile, capo dei carabinieri ucciso pochi giorni prima. Gaetano Costa inoltre, proprio qualche tempo prima di morire, aveva iniziato ad indagare sugli appalti che il comune di Palermo aveva concesso per la costruzione di sei scuole; le ditte costruttrici facevano tutte capo a Rosario Spatola. La vicenda, non troppo limpida, aveva attirato tra l’altro anche l’attenzione di Piersanti Mattarella. L’ex presidente della regione venne ucciso il 6 gennaio del 1980, Gaetano Costa il 6 agosto dello stesso anno.

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Valentina Idonea



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